Caso Marine Le Pen, la nipote Marion Maréchal va all’attacco: “uno scandalo applicare in primo grado l’ineleggibilità”

  • Postato il 2 aprile 2025
  • Di Panorama
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Continua a tenere banco l’esclusione dalle prossime presidenziali di Marine Le Pen a seguito della condanna in primo grado per appropriazione indebita di fondi dell’Unione Europea. Dopo le dure parole pronunciate dalla diretta interessata e dal suo delfino, Jordan Bardella, oggi si è fatta sentire anche la nipote di Le Pen, Marion Maréchal, anch’ella con un passato nell’allora Front National e ora membro del partito Identité-Libertés nonché Vicepresidente del Partito dei Conservatori e dei Riformisti Europei presso il Parlamento europeo.

Intervistata dal Corriere, Marion Maréchal si è detta «incredula», giacché non si aspettava che «il giudice applicasse un’ineleggibilità immediata così violenta e con motivazioni politiche esplicite». D’altra parte sono in molti ad aver espresso il loro disappunto per la decisione della corte, persino il candidato dell’estrema sinistra Jean-Luc Melénchon, che aveva sentenziato: «la scelta di destituire un leader politico spetta al popolo».

Secondo Maréchal, il vero scandalo starebbe nel fatto che «un giudice di primo grado abbia voluto comunque applicare da subito l’ineleggibilità dicendo esplicitamente che è per impedirle di presentarsi alle elezioni».

Come fatto anche dal delfino Bardella, anche la nipote tiene a precisare che «Marine Le Pen è la leader del primo partito di Francia, la candidata che con ogni probabilità avrebbe vinto nel 2027, l’ineleggibilità non le toglie la legittimità e chi oggi annuncia la sua morte politica commette un errore».

Nel nostro Paese intanto, è arrivata una difesa della Le Pen che in pochi si aspettavano. Sentito da Il Tempo, è stato niente meno che Antonio Di Pietro, l’ex pm di Mani Pulite già leader de L’Italia dei Valori, a definire «allucinante» l’ineleggibilità decisa con il primo grado di giudizio nella condanna di Marine Le Pen. Ma l’ex pm è andato oltre: «Se è stata condannata per i motivi che ho letto allora siamo tutti colpevoli, arrestateci tutti», Di Pietro ha poi sottolineato, da ex parlamentare europeo, come sia «impossibile tracciare un confine sul lavoro che chiedi di fare ai tuoi collaboratori per il parlamento di Bruxelles e quello per l’attività politica nel Paese di provenienza».

Non è la prima volta che il potere giudiziario interviene a gamba tesa nella vita politica francese condizionandone il corso. Nel 2017, a pochi mesi dal primo turno delle presidenziali un’indagine giudiziaria (anche in questo caso per appropriazione indebita) venne iniziata contro il candidato di centro-destra François Fillon, all’epoca dato in cima ai sondaggi per il primo turno davanti a Marine Le Pen. Le indagini fecero perdere consenso a Fillon, facendolo scivolare al terzo posto dietro a Le Pen e Macron e di fatto spianando la strada alla vittoria dell’attuale inquilino dell’Eliseo.

Se lo ricorda bene Marion Maréchal, che ha infatti affermato: «Quello che oggi è capitato a Marine ieri è toccato a Fillon e domani potrebbe capitare a Retailleau [attuale ministro dell’Interno e membro di spicco del centrodestra francese, considerato vicino al Rassemblement National] o a chiunque provi a costruire un’offerta di destra senza compromessi con la sinistra e si avvicini alla vittoria».

Forse però l’esclusione per via giudiziaria di Marine Le Pen potrebbe avere effetti controproducenti per i suoi oppositori. Stando agli ultimi sondaggi, infatti, il delfino Jordan Bardella è al momento saldamente in testa nelle intenzioni di voto per il primo turno delle presidenziali del 2027, con una percentuale che va dal 35 al 36%, esattamente uguale a quella di Marine Le Pen.

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Panorama

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