Caso Epstein: sesso in cambio di istruzione, emerge un nuovo ricatto
- Postato il 18 gennaio 2026
- Estero
- Di Agi.it
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Caso Epstein: sesso in cambio di istruzione, emerge un nuovo ricatto
AGI - Jeffrey Epstein avrebbe usato anche la promessa di un'istruzione universitaria e di borse di studio come leva per attirare giovani donne nella sua rete di abusi. È quanto emerge dalle testimonianze di alcune sopravvissute, tra cui un'artista di New York che ha raccontato al Guardian di essere stata "avvicinata" da Epstein e da Ghislaine Maxwell quando era una studentessa d'arte poco più che ventenne.
La donna, Rina Oh, sostiene di aver conosciuto Epstein nel 2000 tramite Lisa Phillips, modella e a sua volta vittima, oggi tra le voci più attive nel chiedere che venga fatta piena luce sul giro di pedofilia messo in piedi dal finanziere. Secondo il suo racconto, Epstein si presentò come un filantropo capace di "mandare tanti giovani all'università", e le offrì una borsa di studio alla School of Visual Arts di New York "senza condizioni".
Oh afferma però che, nella pratica, quelle "condizioni" esistevano eccome: "Quando non ho fatto tutto quello che voleva, me l'ha tolta", racconta. Il caso riporta l'attenzione su un filone specifico dello scandalo: l'uso di promesse di ammissione e di sostegno economico per l'università come strumento di adescamento e di "dipendenza" delle vittime. Storie simili sono state raccolte anche in incontri con la commissione Giustizia della Camera Usa. E arrivano mentre è attesa per i prossimi giorni la diffusione di nuovi documenti sul caso Epstein.
L'inchiesta del deputato Jamie Raskin
Su questo punto è intervenuto il deputato democratico del Maryland Jamie Raskin, che ha scritto alla Columbia University e alla New York University (NYU) chiedendo informazioni. Secondo ricostruzioni citate dai media statunitensi, alcune sopravvissute riferiscono che Epstein avrebbe pagato rette o facilitato accessi a corsi universitari, alimentando la percezione di "favori" da ricambiare. Un portavoce della NYU ha fatto sapere che l'ateneo sta esaminando la lettera di Raskin e che è "pienamente impegnato a cooperare" con l'inchiesta. Anche Columbia ha confermato di aver ricevuto la richiesta e che la sta valutando.
L'iniziativa di Raskin si inserisce nel tentativo di fare luce anche sul "sistema" finanziario che circondava Epstein e sui suoi rapporti con il mondo accademico. Le iscrizioni e i pagamenti, secondo quanto riferito, sarebbero stati gestiti su indicazione di Epstein anche tramite figure chiave del suo entourage, tra cui il legale Darren Indyke e il commercialista Richard Kahn, co-esecutori del suo patrimonio e destinatari di convocazioni a testimoniare.
I legami con Harvard e il MIT
Epstein, morto in custodia nel 2019, aveva coltivato legami con diversi atenei, tra cui Harvard e il MIT, finiti negli anni sotto pressione per donazioni e rapporti mantenuti anche dopo la condanna del 2008 per abuso di minore. "È inquietante", conclude Oh, sostenendo che "c'è uno schema più grande" e che l'obiettivo non fosse solo "mandare studenti a scuola", ma "infiltrare le scuole" con una rete estesa "in molte istituzioni educative".
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