Caso Comala: Social Innovation Teams Italia propone una coprogettazione della struttura

  • Postato il 1 marzo 2026
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  • Di Quotidiano Piemontese
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Proprio mentre stava per partire un assemblea pubblica molto partecipata al Comala a Torino è stato pubblicato sui social un comunicato di Social Innovation Teams Italia che propone una coprogettazione della struttura di corso Ferrucci. Per ora Comala non ha risposto positivamente alla proposta.

Il comunicato di Social Innovation Teams Italia

Le associazioni che compongono la cordata vincitrice del bando per la gestione degli spazi di Corso Ferrucci 65 — Social Innovation Teams Italia, Area G, Associazione Nessuno APS, Eufemia, Il Tiglio, Misteria, Si Può Fare e Zero Waste Italy — desiderano rivolgere un messaggio chiaro alla città di Torino, alle istituzioni e all’associazione Cornala.

Abbiamo preso atto con dispiacere del dibattito pubblico delle ultime settimane. Comprendiamo il legame profondo che moltissimi torinesi hanno costruito con quel luogo in quindici anni. Non siamo qui per cancellare una storia: siamo qui per scriverne un nuovo capitolo, aperto a tutti.

Per questo motivo proponiamo formalmente aH’Amministrazione Comunale e alla Circoscrizione 3 l’avvio di un percorso di coprogettazione che coinvolga anche l’associazione Cornala nella definizione del futuro di quegli spazi. Crediamo che il dialogo non sia una debolezza, ma la forma più matura di fare cultura e comunità. È nel DNA di tutte le realtà che compongono questa cordata, la maggior parte delle quali opera da anni nel campo del benessere, della salute mentale e della coesione sociale sul territorio torinese.

Le realtà della cordata portano storie di radicamento, cura e prossimità con le persone più fragili. Non siamo estranei a questa città: siamo parte di essa. Proprio per questo non siamo disponibili a condividere percorsi conflittuali. Il clima di denigrazione pubblica che alcune dichiarazioni hanno generato nei confronti delle nostre organizzazioni è incompatibile con i valori che ci animano e che pratichiamo ogni giorno nel lavoro con le persone. Siamo pronti a sederci a un tavolo, ma a una condizione: che quel tavolo abbia un clima costruttivo, orientato al futuro e al bene della comunità.

Se questa disponibilità verrà accolta, lavoreremo con entusiasmo a una soluzione che la città possa riconoscere come propria. Se invece dovesse prevalere la logica dello scontro, troveremo insieme alla città di Torino una soluzione diversa. La nostra intenzione non è mai stata distruggere, ma costruire. La logica dello scontro e l’odio animano già troppo il mondo: non vogliamo farne parte. La palla è nel campo di tutti. La nostra porta è aperta.

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Quotidiano Piemontese

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