Case fantasma, pagano gli eredi: Lo sentenzia la Cassazione
- Postato il 26 gennaio 2026
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- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Case fantasma, pagano gli eredi: Lo sentenzia la Cassazione

Case fantasma, pagano gli eredi: La Cassazione dà ragione a una signora che dal 1991 cerca di avere indietro i suoi soldi. I familiari del ragionier Pugliese condannati a risarcire una delle vittime.
POTENZA – Gli eredi del ragionier Peppino Pugliese dovranno pagare 58mila euro e rotti, più 14mila di interessi, e altri 12mila euro di spese legali e di giudizio, a favore di una delle vittime della truffa delle “case fantasma”. Ma soltanto nel limite della quota di eredità accettata. Lo ha stabilito la Cassazione respingendo il ricorso dei familiari del defunto “re delle cooperative” per l’annullamento di un decreto ingiuntivo per il pagamento dei 58mila euro di partenza spiccato nei loro confronti poco dopo la sua morte, nel 2012. Su iniziativa di una signora che nel 1991 aveva versato 12milioni delle vecchie lire di anticipo al ragioniere. Con la speranza di diventare una degli inquilini della cooperativa Tonale, nel nascente quartiere di Macchia Romana.
LA DECISIONE DELLA CASSAZIONE SULLE CASE FANTASMA E IL BENEFICIO DI INVENTARIO
La prima sezione civile di piazza Cavour, presieduta da Maria Acierno, ha bocciato le eccezioni tendenti a sostenere la nullità della sentenza con cui il Tribunale di Potenza aveva confermato il decreto ingiuntivo. In quanto notificata personalmente agli eredi Pugliese e non al loro avvocato, che nel frattempo si era cancellato dall’Albo. Quanto ai rilievi per cui gli eredi Pugliese, avendo accettato l’eredità del ragioniere con beneficio di inventario, «non potevano essere condannati se non nei limiti dell’eredità beneficiaria», i giudici hanno evidenziato che si tratta di questione pacifica. Citando una serie di pronunce anche recenti al riguardo.
IL SISTEMA DELLE COOPERATIVE E IL SOGNO INFRANTO DI DECINE DI FAMIGLIE
La vicenda delle “case fantasma” di Pugliese, personalità di spicco della Democrazia cristiana e ai vertici del Potenza calcio a cavallo tra i ‘70 e gli ‘80 del secolo scorso, è stata al centro di diverse inschieste giudiziaria. L’ultima era approdata a dibattimento soltanto nel 2010, due anni prima della sua morte, e contava 45 vittime identificate, suddivise tra una decina di cooperative, che avevano versato decine di migliaia di euro di anticipi per coronare il loro sogno di diventare proprietari di una nuova casa. Per poi scoprire di essere stati esclusi dalle cooperative, durante assemblee dei soci mai realmente svoltesi per essersi rifiutati di versare ulteriori somme di denaro. Col risultato che i “loro” appartamenti erano stati promessi anche ad altri, pronti a versare gli anticipi e quant’altro richiesto da Pugliese.
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