Carcere di Marassi, la Via Crucis non si farà. Protesta del sindacato della penitenziaria: “Gestione al capolinea”

  • Postato il 28 marzo 2026
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Genova. Una tradizione lunga quasi un quarto di secolo si interrompe bruscamente tra le mura del carcere di Marassi. Dopo 24 anni, i vertici dell’istituto genovese hanno negato l’autorizzazione per il passaggio della Via Crucis, lo storico momento di preghiera e condivisione che unisce la comunità cittadina ai detenuti e al personale.

La decisione ha scatenato la dura reazione della UILFP Polizia Penitenziaria. Il Segretario Regionale, Fabio Pagani, non usa mezzi termini nel definire la situazione: “Pensavamo di aver toccato il fondo dopo la rivolta dello scorso 4 giugno, i tragici suicidi, come quello  nel Centro Clinico che vede a processo due agenti  e l’escalation di aggressioni ai danni dei nostri poliziotti . Impedire il passaggio della Via Crucis, che dal 2002 rappresenta un messaggio di speranza e abbattimento delle barriere, è un segnale gravissimo”.

L’evento, organizzato dal Vicariato di Marassi/Staglieno, aveva assunto negli anni un valore simbolico altissimo, con il portone del carcere considerato una vera e propria “Porta Santa” e la partecipazione, nel 2025, dell’Arcivescovo Marco Tasca.

“Aver negato l’accesso dopo 24 anni rafforza il nostro grido d’allarme” prosegue Pagani. “La gestione della Direzione e del Comando è ormai giunta al capolinea. Senza una guida ferma, autorevole e realmente aperta alle istituzioni e al territorio, il sistema penitenziario  rischia il collasso definitivo. Il carcere di Marassi merita di meglio”.

La sigla sindacale sottolinea come la mancanza di iniziative trattamentali e religiose, unite alla carenza di sicurezza, stia trasformando l’istituto in una polveriera isolata dal resto della città.

Autore
Genova24

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