Capotreno ucciso, "i motivi abietti di Jelenic": la verità sull'omicidio
- Postato il 7 gennaio 2026
- Italia
- Di Libero Quotidiano
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Capotreno ucciso, "i motivi abietti di Jelenic": la verità sull'omicidio
Il capotreno Alessandro Ambrosio assassinato a coltellate fuori dalla stazione centrale di Bologna sarebbe stato ucciso "per motivi abietti". In vista dell'udienza di convalida del fermo di Marin Jelenic, che sarà fissata a Brescia, la Procura di Bologna, con il pm Michele Martorelli, contesta al momento al croato 36enne fermato la sera del 6 gennaio a Desenzano sul Garda l'omicidio con due aggravanti: la prima è, appunto, l'aver agito per motivi abietti, mentre la seconda è l'aver commesso il fatto all'interno o nelle immediate adiacenze delle stazioni ferroviarie.
Jelenic ha accoltellato a morte Ambrosio dopo averlo seguito per diversi minuti: secondo il padre della vittima, il ragazzo è stato preso alle spalle e colpito all'addome, senza possibilità di difendersi.
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"Il suo atteggiamento aveva insospettito la pattuglia della Polizia di Stato che ieri sera lo ha individuato e fermato nei pressi della stazione di Desenzano", ha spiegato il questore di Brescia Paolo Sartori riguardo a Jelenik, identificato e fermato a circa 24 ore di distanza dall'omicidio di Ambrosio, preso alle spalle e accoltellato nel parcheggio del piazzale ovest della stazione di Bologna in un'area riservata ai dipendenti la sera del 5 gennaio.
"Gli agenti - spiega il questore di Brescia - allertati anche dall'allarme diffuso in ambito nazionale, con grande professionalità e adottando tutte le cautele del caso hanno deciso di procedere al controllo. Appena si sono resi conto di aver fermato il ricercato si è attivato tutto l'apparato investigativo, e gli investigatori delle Squadre Mobile di Brescia, Bologna e Milano lo hanno poi condotto qui in Questura per procedere all'arresto e per il prosieguo delle attività di indagini, ancora ininterrottamente in corso dalla scorsa serata". Jelenik, assistito dall'avvocato bresciano Luisella Savoldi, è in attesa dell'udienza di convalida del fermo: agli agenti, apparso confuso, ha spiegato subito di sapere di essere ricercato ma di non saperne il motivo.
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Nelle ore precedenti, dopo l'omicidio, il croato era già stato fermato su un regionale Bologna-Milano e fatto scendere a Fiorenzuola, nel Piacentino, per comportamenti "aggressivi e molesti". Non era stato però fermato perché il suo nome non era ancora stato associato all'omicidio del capotreno.
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