Caporalato a Corigliano Rossano, due arresti
- Postato il 11 gennaio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Caporalato a Corigliano Rossano, due arresti

Caporalato a Corigliano Rossano, due arresti dei carabinieri per sfruttamento del lavoro agricolo ed estorsione
CORIGLIANO ROSSANO (COSENZA) – Il lavoro come ricatto, la dignità calpestata, la paura imposta con la violenza. Un quaderno con i conti del lavoro nero, migliaia di euro in contanti e il racconto di una violenza scatenata per una paga mai versata.
È quanto emerso dall’operazione condotta dai militari del Reparto Territoriale di Corigliano-Rossano, diretto dal tenente colonnello Marco Gianluca Filippi.
Il blitz ha portato al fermo di due cittadini marocchini di 38 e 23 anni, accusati di sfruttamento del lavoro agricolo ed estorsione.
GLI ARRESTI DA PARTE DEI CARABINIERI
I due uomini, entrambi domiciliati alla Marina di Schiavonea, sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto per estorsione aggravata, lesioni personali, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro nero. Secondo l’ipotesi investigativa, avrebbero operato come veri e propri “caporali”, reclutando e gestendo lavoratori stranieri impiegati nella raccolta degli agrumi nel territorio di Corigliano-Rossano.
Il provvedimento, disposto dal sostituto procuratore di Castrovillari Flavia Stefanelli, si inserisce in un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Castrovillari, diretta dal procuratore capo Alessandro D’Alessio, con il supporto delle Compagnie dei Carabinieri di Cassano all’Ionio e San Marco Argentano.
L’inchiesta nasce dalla denuncia dello scorso 5 gennaio di un lavoratore agricolo marocchino, in cui rileva il reclutamento e l’impiego in condizioni di grave sfruttamento.
LA RICOSTRUZIONE DEGLI INVESTIGATORI
Secondo quanto ricostruito, i due indagati gli avrebbero garantito lavoro e alloggio, trattenendo parte della paga per l’affitto e corrispondendo il compenso in nero.
L’uomo avrebbe maturato un credito di circa 2.000 euro per numerose giornate lavorative.
Il 3 gennaio, dopo aver chiesto il pagamento di quanto dovuto, sarebbe stato aggredito durante un turno di lavoro.
Pugni al volto e una ferita al collo provocata da una forbice, mentre l’altro indagato avrebbe contribuito all’azione intimidatoria.
PESTAGGI E MINACCE
Costretto a ricorrere alle cure del Pronto Soccorso dell’ospedale di Corigliano Calabro, una volta rientrato nell’alloggio avrebbe scoperto la scomparsa di alcuni documenti personali e di un quaderno con l’annotazione delle giornate lavorative.
Nei giorni successivi, la presunta vittima avrebbe subito pressioni per ritirare la denuncia, in cambio di un pagamento parziale e della promessa di un nuovo impiego.
Gli accertamenti dei Carabinieri hanno portato all’identificazione dei presunti responsabili, riconosciuti anche tramite riconoscimento fotografico.
LE PERQUISIZIONI DEI MILITARI DELL’ARMA
Durante la perquisizione nell’abitazione di via Vieste, dove alloggiavano diversi lavoratori stranieri, i militari hanno rinvenuto nella stanza di uno degli indagati un quaderno contabile, il “libro mastro” del lavoro nero, con l’elenco degli operai, le giornate lavorative e le cassette di agrumi raccolte. L’altro indagato è stato invece trovato in possesso di 8.400 euro in contanti.
I DUE INDAGATI IN CARCERE
I due uomini sono stati trasferiti nel carcere di Castrovillari.
Nel corso delle operazioni sono stati inoltre eseguiti quattro provvedimenti di espulsione dal territorio nazionale, disposti dal Prefetto di Cosenza, nei confronti di cittadini stranieri irregolari.
I controlli contro il caporalato e lo sfruttamento della manodopera, fanno sapere dall’Arma, proseguiranno anche nelle prossime settimane..
Il Quotidiano del Sud.
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