Caos spiagge, arriva il decreto del governo. Balneari: “Primo passo”, ancora incertezza sugli indennizzi
- Postato il 5 febbraio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Liguria. Il caos spiagge e i rischi sulla quasi imminente stagione balneare 2026 sono approdati all’esame del Governo e del Consiglio dei Ministri. Il ministro Matteo Salvini ha presentato un nuovo decreto con l’obiettivo di uniformare la futura gestione del litorale, in applicazione della direttiva Bolkestein e in vista delle gare pubbliche per l’assegnazione delle concessioni demaniali.
La norma prevede l’emanazione di un bando-tipo, un modello unitario pensato per supportare le realtà costiere e i Comuni, alle prese con un quadro normativo complesso che neppure la giurisprudenza amministrativa è riuscita finora a chiarire: numerosi i casi nel savonese, da Spotorno a Borghetto, fino alle recenti sentenze che hanno interessato Laigueglia e Pietra Ligure.
Per Salvini il provvedimento contiene tutele per le imprese balneari attualmente operanti, nel rispetto della normativa europea, ma resta indispensabile aggiornare la parte demaniale del Codice della Navigazione per adeguarla alla nuova disciplina sulle concessioni.
Non si è fatta attendere la reazione delle associazioni di categoria. Antonio Capacchione, presidente del Sindacato Italiano Balneari (SIB – FIPE/Confcommercio), e Maurizio Rustignoli, presidente di FIBA – Confesercenti, hanno commentato positivamente l’iniziativa del Governo, sottolineando la necessità di evitare una gestione confusa e caotica delle funzioni amministrative che rischierebbe di danneggiare un settore economico efficiente e di successo.
Secondo i rappresentanti dei balneari, sussiste un rischio concreto di aggravamento dell’incertezza aziendale, causato da bandi disomogenei emanati da Comuni e Autorità di Sistema portuale in un quadro normativo incompleto e anacronistico. Una situazione che ha già prodotto contenuti di gara profondamente diversi anche tra Comuni limitrofi.
Sono quindi evidenti, a loro avviso, gli effetti distorsivi della concorrenza e la disparità di trattamento tra operatori. Positiva, dunque, l’ipotesi di un bando-tipo, purché tenga conto dei “motivi imperativi di interesse generale”, come previsto dall’art. 12, comma 3, della Direttiva 2006/123/CE.
Le associazioni ritengono, inoltre, che il decreto rappresenti solo un primo passo, auspicando interventi strutturali e organici, tra cui l’aggiornamento del Codice della Navigazione per adeguarlo alla disciplina introdotta dalla legge sulla concorrenza n. 118/2022.
Nonostante gli auspici, nel mondo balneare permane una forte incertezza, non solo sui bandi di gara, ma anche su una questione cruciale: gli indennizzi ai concessionari uscenti. Resta infatti aperto il nodo della modifica dell’art. 49 del Codice della Navigazione, che prevede l’incameramento delle opere non amovibili allo Stato senza compenso alla scadenza della concessione.