Campostano, arriva lo stop definitivo al progetto del supermercato: “Criticità non superabili”
- Postato il 8 gennaio 2026
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- Di Genova24
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Genova. Dopo il preavviso di diniego, la conferenza dei servizi sul progetto dell’area Campostano si è conclusa negativamente, bocciando definitivamente il disegno del “Polo Urbano San Siro”. La Direzione Urbanistica del Comune di Genova ha così messo la parola fine al procedimento relativo al nuovo insediamento commerciale e di servizi previsto nel cuore di Nervi che in questi anni ha di fatto diviso l’opinione pubblica e la politica genovese.
A confermare l’orientamento già espresso lo scorso novembre, il mancato superamento delle criticità da parte delle osservazioni presentate dal proponente, la Immobiliare San Siro srl. Il progetto, che avrebbe dovuto trasformare l’area tra via Donato Somma e viale Franchini, è caduto sotto il peso di una serie di rilievi tecnici e normativi insuperabili. Al centro della contesa, la realizzazione di una media struttura di vendita di 1.400 metri quadrati (destinata a un supermercato Basko) che, secondo Palazzo Tursi, non rispettava i requisiti minimi di interesse pubblico previsti dal Piano urbanistico comunale (Puc).
Le motivazioni
Secondo quanto emerge dal testo finale emesso dalla conferenza dei servizi – e come anticipato in più occasioni dalla assessora all’urbanistica Francesca Coppola – l’intervento non poteva essere qualificato come un vero “polo urbano”. La normativa vigente permette l’insediamento di grandi strutture commerciali solo se inserite in contesti dove la funzione pubblica (sportiva o culturale) sia preponderante, arrivando almeno al 70% della superficie. Nel caso di Nervi, gli spazi destinati alla collettività — come il verde pensile, l’area fitness e le piccole sale multimediali — sono stati giudicati “modesti, secondari e meramente ancillari” rispetto al supermercato.
A pesare sulla decisione sono stati anche i vincoli di tutela dell’area. L’area di San Siro è infatti soggetta a un regime di “mantenimento” paesaggistico, volto a preservare l’assetto storico e il verde naturale. Il progetto è stato ritenuto eccessivamente invasivo per la morfologia del terreno, prevedendo la sostituzione del verde naturale con strutture artificiali. Il progetto, inoltre, prevedeva una riprofilatura del sagrato della chiesa di San Siro, cosa che avrebbe necessitato delle autorizzazioni della soprintendenza e della Curia, non presenti nell’istruttoria: “Sono aspetti che in questa fase procedurale dovrebbero già essere assistiti da adeguati elementi per consentire all’Amministrazione comunale e agli Enti deputati le imprescindibili valutazioni necessarie per l’approvazione del progetto“, osserva nel suo documento finale la cds.
Inoltre, il sito ricade nella fascia di rispetto dei 200 metri dal cimitero di Nervi. Sebbene siano ammesse deroghe per opere pubbliche, il Comune ha stabilito che un edificio a prevalente destinazione commerciale privata non possa beneficiare di tali eccezioni di legge.
Oltre ai nodi urbanistici, nel documento finale vengono rilevate da parte dell’amministrazione diverse lacune documentali. Gli uffici tecnici, tra cui quelli dedicati alla mobilità, alla geologia e alla tutela del paesaggio, hanno segnalato l’impossibilità di completare le verifiche a causa di integrazioni insufficienti fornite dalla società proponente.
Con questo passaggio, quindi, la bocciatura del progetto appare definitiva. Ai proponenti, ora, resta la eventuale via dei ricorsi al tribunale amministrativo: una scelta tutta in salita poiché nelle motivazioni di chiusura della conferenza dei servizi il Comune di Genova utilizza ampiamente le sentenza del Consiglio di Stato del 2023 – che rilevava diverse criticità tra cui il carattere invasivo dell’opera e la mancanza di prevalenza dell’interesse pubblico – come un vero e proprio scudo giuridico per blindare il proprio diniego e prevenire futuri ricorsi. Capitolo chiuso?
Le reazioni
“Lo stop al progetto del supermercato a Campostano è una notizia che parla chiaro: quando una comunità si unisce e le istituzioni sanno ascoltare, il territorio può essere davvero difeso – a dirlo la consigliera comunale del Partito Democratico Serena Finocchio – Per anni, insieme ai consiglieri municipali, alle associazioni e ai cittadini di Nervi, abbiamo portato avanti una battaglia di buon senso per proteggere un’area preziosa, fragile, parte dell’identità del quartiere. Non era un no ideologico, ma la richiesta di rispetto: per il paesaggio, per la qualità della vita, per il commercio di vicinato, per chi Campostano lo vive ogni giorno”.
“Come consigliera comunale e presidente della V Commissione, ho cercato di trasformare questa voce collettiva in un lavoro istituzionale serio, fatto di ascolto, confronto e responsabilità. Oggi quella voce viene finalmente riconosciuta – conclude Finocchio – Questa decisione dimostra che un altro modo di fare città è possibile: partendo dalle persone, non dai metri quadri. Da qui ripartiamo, per immaginare insieme un futuro per Campostano che sia davvero all’altezza del suo valore”