Camini ostaggio di atti vandalici. Colpita la galleria d’arte simbolo
- Postato il 25 marzo 2026
- Atti Vandalici
- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Camini ostaggio di atti vandalici. Colpita la galleria d’arte simbolo

Dopo gli atti vandalici a Camini, il sindaco Alfarano convoca un consiglio aperto per difendere i valori di accoglienza e convivenza del borgo calabrese. «Duçi Contemporanea ha costruito un’identità fondata sull’accoglienza»
CAMINI – Di Chiara Scolastica Mosciatti abbiamo scritto tempo fa per dare conto di una pregevole iniziativa: la realizzazione del progetto di arte pubblica “I Viaggiatori”, incentrato sulle sculture dell’artista caraibico-olandese Nelson Carrilho, col quale l’artista di origine marchigiana collabora dal 2019.
L’obiettivo del progetto era l’individuazione dei simboli legati alle diaspore, e nella piazza principale di Camini, comune capofila, è stata installata la scultura “L’arciere”. Sul lungomare di San Ferdinando viene invece posta “L’altra faccia”, opera realizzata in memoria di Soumaila Sacko, il bracciante maliano ucciso nel 2018 dalla ’ndrangheta.
CAMINI E CHIARA MOSCIATTI
Chiara Mosciatti è pittrice e designer di gioielli. Nel suo curriculum una laurea in filologia Moderna e una specializzazione in Storia all’università di Perugia. Arriva a Camini dopo aver vissuto ad Amsterdam, Atene e Utrecht. Sceglie il piccolo centro collinare jonico per impiantarvi la galleria Duçi Contemporanea. Camini è noto per la sua vocazione all’accoglienza, tanto che i vicoli del centro storico, da qualche anno, sono usciti dal torpore dello spopolamento rianimandosi di visi, voci e corse di bambini. Un destino diverso rispetto a tanti nostri paesi, soprattutto dell’entroterra, dove le finestre delle case hanno gli occhi tristi dell’abbandono e dell’incuria. Anche un modo per dare speranza ai tanti che arrivano nella nostra terra alla ricerca di una vita migliore, o anche semplicemente lontana dai pericoli della guerra e della fame.
DALLE MOSTRE ALLA GALLERIA D’ARTE
Chiara Mosciatti decide che questo piccolo centro, lontano dai circuiti che contano, può diventare casa sua. Un luogo dove ritrovare una dimensione più umana, dove il contatto tra le persone è più semplice, distante dall’artificiosità dei rapporti tipici delle grandi città. E così comincia ad organizzare mostre – oltre a quella permanente delle opere di Carrilho -, vernissage, incontri con gli artisti, collaborazioni con curatrici emergenti, esperienze di pittura collettiva, laboratori basati su metodologie di arte contemporanea per i beneficiari di progetti di accoglienza, sessioni di pittura intuitiva dedicate a bambini e adulti.
Insomma ci mette l’anima, grazie all’aiuto dell’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Pino Alfarano, che le assegna i locali per la galleria d’arte, per il cui utilizzo, tuttavia, lei paga l’affitto facendosi anche carico della manutenzione. Ora tutto quanto sembra essere messo in discussione. Il clima, forse, non è più quello dell’inizio. Forse pesa la sensazione di isolamento dalla comunità caminese.
GLI ATTI VANDALICI A CAMINI
Tuttavia, la miccia che accende le polveri, in un modo che sembra irreversibile, è rappresentata da una serie di atti vandalici che colpiscono il piccolo centro, inclusa Duçi Contemporanea. Nulla di organizzato o pianificato, nessun regista occulto. Sembra certo si tratti di una banda di ragazzini. Il sindaco Alfarano si muove: si rivolge ai carabinieri; convoca un consiglio comunale aperto, per oggi alle 17, per «una valutazione condivisa sui recenti episodi di danneggiamento di beni pubblici e privati verificatisi nel territorio comunale e sulle iniziative a tutela della comunità».
L’APPELLO E LA RIFLESSIONE DEL SINDACO DI CAMINI
Ci tiene a sottolineare che «quanto accaduto merita attenzione e una presa di posizione chiara, ma richiede soprattutto una riflessione condivisa, capace di coinvolgere l’intera comunità». Fa riferimento al percorso del suo paese che «ha costruito nel tempo un’identità riconoscibile, fondata sull’accoglienza, sul rispetto delle persone e sulla responsabilità civica». Bisogna partire da questi valori, rileva, «per rafforzare la tutela del bene comune e consolidare un clima di corresponsabilità».
Insomma, il primo cittadino non sottovaluta e non ingigantisce il problema. Cerca di affrontarlo coinvolgendo la comunità, responsabilizzandola. Il ragionamento di Alfarano è chiaro: Camini appartiene ai suoi abitanti, a chi ci vive da sempre così come a coloro che vi sono stati accolti di recente. La speranza, del sindaco e di chi crede in queste isole di convivenza virtuosa, è che l’incontro di oggi possa generare una rinnovata consapevolezza e la voglia di proseguire insieme sulla strada tracciata.
Il Quotidiano del Sud.
Camini ostaggio di atti vandalici. Colpita la galleria d’arte simbolo