Il megalodonte era e rimane uno degli animali più affascinanti che siano mai vissuti sulla Terra, e nonostante si sia estinto ormai 4 milioni di anni fa continua a colpire la nostra immaginazione. Uno dei motivi per cui lo squalo più grande mai esistito ha questa fama è che è ancora relativamente misterioso: la maggior parte dei fossili che abbiamo trovato sono denti, e ancora ci manca un esemplare completo.
I pochi frammenti che abbiamo, però, sono sufficienti per farci un'idea dell'aspetto e delle abitudini di vita del megalodonte, e ora un team della DePaul University of Chicago ha pubblicato su Palaeontologia Electronica uno studio che è il più completo e documentato mai prodotto su questo squalo – e che ci costringe a ritoccare verso l'alto tutti i suoi record.
. Aggiornare i record. Lo studio, condotto da un team di 29 persone, parte ovviamente dai molti denti di megalodonte che abbiamo ritrovato negli ultimi due secoli, ma usa anche uno dei reperti più preziosi relativi a questo squalo: una colonna vertebrale (quasi) completa scoperta in Belgio negli anni Novanta. Usando questi fossili, e combinandoli con quello che sappiamo delle altre specie di squalo imparentate con il megalodonte, sia quelle ancora esistenti (una su tutte lo squalo bianco) sia quelle estinte, il team ha creato un ritratto completo (per quanto possibile) dello squalo più grande di sempre.
Innanzitutto aumentandone le dimensioni: l'esemplare a cui apparteneva la colonna vertebrale doveva essere lungo 16,4 metri, ma era ancora un giovane in crescita; il confronto con una vertebra trovata in Danimarca fa pensare che questi squali potessero raggiungere e superare i 24 metri di lunghezza – 4 metri in più di quanto pensassimo.
. Il mistero dell'estinzione. Il megalodonte aveva poi una crescita esplosiva, concentrata in gran parte nei primi anni di vita: addirittura, alla nascita i cuccioli misuravano già tra i 3 e i 4 metri di lunghezza – una dimensione record raggiunta grazie al cannibalismo intrauterino, un fenomeno per cui l'embrione in crescita si nutre di altre uova non ancora schiusesi.
Un'ultima importante caratteristica emersa dallo studio conferma qualcosa di già suggerito in uno studio pubblicato a gennaio di cui vi parlammo qui: a differenza dello squalo bianco, che è relativamente tozzo e corpulento, il megalodonte aveva un corpo snello e allungato – e quindi più efficiente dal punto di vista idrodinamico.
Rimane dunque un ultimo mistero: come mai, se il megalodonte era più grosso e agile degli squali bianchi, si è estinto ed è stato sostituito proprio da loro?.