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Calzature italiane, il 2025 si chiude in calo ma l’export salva il settore. Il Piemonte corre a doppia cifra

  • Postato il 3 aprile 2026
  • Economia
  • Di Quotidiano Piemontese
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Calzature italiane, il 2025 si chiude in calo ma l’export salva il settore. Il Piemonte corre a doppia cifra

TORINO – Il comparto calzaturiero italiano archivia il 2025 con il segno meno, ma evita una flessione più marcata grazie alla tenuta dei mercati esteri. Secondo i dati preconsuntivi del Centro Studi di Confindustria Accessori Moda per Assocalzaturifici, il fatturato si attesta a 12,84 miliardi di euro, in calo del -2,8% rispetto al 2024. Una contrazione che riflette un anno complesso, segnato da instabilità geopolitiche e da un quadro economico internazionale tutt’altro che lineare.

A sostenere il settore è ancora una volta l’export, che si conferma asse portante del Made in Italy: l’85% della produzione nazionale prende infatti la via dei mercati esteri. Nel 2025 le esportazioni hanno raggiunto quota 11,5 miliardi di euro, limitando la flessione al -1,1% in valore e garantendo un saldo commerciale positivo di 4,8 miliardi. Numeri che certificano la solidità internazionale della calzatura italiana, pur in un contesto sfavorevole.

Piemonte in controtendenza: export in crescita

Se il quadro nazionale resta in chiaroscuro, il Piemonte offre segnali decisamente più incoraggianti. Nel 2025 l’export regionale di calzature e componentistica ha registrato un incremento dell’11,2% rispetto all’anno precedente, confermando la vitalità di una filiera capace di intercettare nuove opportunità sui mercati internazionali.

Le principali destinazioni dei prodotti piemontesi – che insieme rappresentano il 63,9% dell’export totale – raccontano una geografia commerciale articolata: Francia (+10,2%), Germania (+1,6%), Spagna (+29,2%), Emirati Arabi Uniti (+40,5%) e Stati Uniti (-0,9%). Spiccano in particolare le performance in Medio Oriente e nella penisola iberica, mentre si registra una sostanziale stabilità sul mercato americano.

Imprese e occupazione: lieve contrazione

Nonostante il buon andamento delle esportazioni, il tessuto produttivo regionale mostra segnali di ridimensionamento. Il numero di imprese attive – tra industria e artigianato – è diminuito di quattro unità rispetto al 2024, mentre l’occupazione segna un saldo negativo di 28 addetti.

Sul fronte degli ammortizzatori sociali, si registra una diminuzione delle ore di cassa integrazione: nel 2025 l’INPS ha autorizzato circa 408mila ore per la filiera pelle piemontese, in calo del -19,4% rispetto all’anno precedente. Un dato in miglioramento, ma ancora lontano dai livelli pre-pandemia: rispetto al 2019, infatti, il monte ore resta superiore di oltre il 500%.

Tra nuove rotte e vecchie incertezze

A delineare lo scenario internazionale è Giovanna Ceolini, che sottolinea come l’export continui a rappresentare “il polmone vitale” del settore, ma con una geografia in rapida evoluzione. La resilienza dei mercati europei e la crescita del Medio Oriente hanno infatti compensato il rallentamento del Far East, in particolare della Cina, storicamente locomotiva del lusso.

Un cambiamento che impone nuove strategie: il mercato cinese attraversa una fase di trasformazione che richiede un ripensamento dell’approccio commerciale. Allo stesso tempo, pesano le tensioni geopolitiche – in particolare nell’area mediorientale – e le incognite legate agli Stati Uniti, dove l’introduzione di misure protezionistiche potrebbe frenare un mercato chiave per il segmento alto di gamma.

Un settore che resiste

In un contesto globale instabile, il settore calzaturiero italiano dimostra dunque una resilienza significativa. L’export continua a sostenere la filiera, mentre territori come il Piemonte evidenziano capacità di crescita e adattamento.

Resta però alta l’attenzione sulle dinamiche internazionali e sulle politiche commerciali, fattori che nei prossimi mesi potrebbero determinare il ritmo della ripresa. Per il Made in Italy delle calzature, la sfida sarà quella di consolidare le nuove rotte senza perdere terreno nei mercati storici, mantenendo intatto quel mix di qualità, design e innovazione che continua a renderlo competitivo nel mondo.

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Autore
Quotidiano Piemontese

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