Cairese forza nove. Mister Floris: “Trovato un disastro ma ora il gruppo si butterebbe nel fuoco per me”
- Postato il 3 febbraio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Cairese forza nove. Questo il numero di risultati consecutivi della gestione di mister Roberto Floris. Un ruolino di marcia che non consente però di stare tranquilli. Ha portata i gialloblù da +1 a +5 sulla zona retrocessione diretta. La salvezza senza playout dista un punto. Dietro la crescita della squadra, un lavoro sulla tenuta difensiva in primis. Se è vero, come dice Allegri, che i campionati si vincono subendo poco, a maggior ragione incassare pochi goal è cruciale per salvarsi. In questo filotto, solo 6 goal al passivo.
Mister, partiamo dalla gara con l’Asti. Nel post partita c’era rammarico perché il loro goal del vantaggio era in fuorigioco…
È stato un errore molto grave. Il fuorigioco era palese. Eravamo sullo 0 a 0 e avevamo in mano la partita. I ragazzi hanno reagito nel modo giusto. Ho visto carattere. E dopo il pari di Gabriel Graziani hanno provato a vincerla. Ma senza buttarsi all’arma bianca, con equilibrio. Tra l’altro mi dicono che c’era un rigore netto per noi, ma non ho visto bene essendo distante per l’espulsione.
Vincere avrebbe dato slancio, ma classifica alla mano, era più importante non perderla. Così la retrocessione diretta è rimasta a cinque lunghezze visto che è l’Asti la penultima…
Possiamo metterla in questi termini: la vittoria non avrebbe dato quanto ci avrebbe tolto una sconfitta. Vincere fa sempre piacere, ma per come si era messa, con una squadra con l’acqua alla goal e in casa, va bene così.
Dal suo arrivo, però, soltanto in tre partite su quattordici avete segnato più di un goal. Come se lo spiega?
Sono arrivato con la squadra in zona retrocessione, con il peggior attacco del campionato e la terza peggior difesa. Ho trovato un disastro. E in quella situazione, la prima cosa da fare era provare a incassare meno goal possibili. Abbiamo quindi dato priorità alla fase difensiva. Questo, naturalmente, toglie qualcosa dal punto di vista offensivo. Se subissimo poco e segnassimo tanto saremmo il Vado.
Questione centravanti. Mirco Vassallo se n’è andato, avete preso Spatari. Come mai?
Con Vassallo non c’è stato alcun dissapore. Sono scelte della società che rispetto. La proprietà lavora sul mercato senza figure intermedie nell’organigramma. L’unica mia richiesta, e abbastanza forte, era l’inserimento in rosa di Giorcelli. Possiamo dire che, visto che giochiamo spesso in ripartenza, Spatari si presta meglio all’attacco della profondità.
La partita migliore di questo filotto?
Per difficoltà, il 2 a 2 in casa della Biellese. Mentre la vittoria interna 2-1 contro il Chisola è stata la partita perfetta.
Come è entrato nelle spogliatoio? Ci sono tanti giovani del posto e senatori di un certo peso. Penso a Castiglia, ex professionista, e a Boveri che è anche uomo società…
Ai giovani cerco di far capire che per fare strada serve continuità di prestazioni. Che si ottiene solo allenandosi sempre al massimo. Con i senatori c’è un ottimo rapporto. Castiglia è facilissimo da allenare, sa sempre cosa deve fare vista la sua esperienza. Boveri è un ragazzo intelligentissimo che non fa pesare minimamente il suo essere parte della proprietà. Ho un gruppo che so che si butterebbe nel fuoco.
Da Carmagnola a Cairo. Come si è ambientato?
Benissimo. Ho trovato persone che mi fanno sentire come a casa. Vado a cena fuori con loro e mi sento veramente molto apprezzato.
La famiglia Boveri ha cambiato tantissimi allenatori. Sente un po’ di “fiato sul collo”?
Macché. Mi lasciano lavorare in serenità. A volte non sono nemmeno al campo. Vedo la proprietà serena e tranquilla.
Quando non arrivavano i risultati, c’erano parecchi “mugugni” sui social. D’altronde la piazza di Cairo è così: un po’ fredda ma sempre attenta…
Beh, con questo filotto di lamentele ormai non ce ne sono. Trovo molta gente che apprezza il mio lavoro. Poi, arrivo da Varese. Li sì che c’era la pressione di una città intera. Ma di quell’esperienza ho un gran bel ricordo.
Parliamo del campionato. La domanda che circola è: Ligorna o Vado?
Entrambe le squadre hanno due super direttori sportivi. E hanno costruito, di conseguenza, due super squadre. Il punto di forza del Ligorna è la continuità: a livello di giocatori e a livello di guida tecnica. Cosa che non si può dire del Vado, visto che ha cambiato allenatore in estate e in corsa. Ma penso che i rossoblù abbiano una rosa più profonda. Questo alla lunga potrebbe fare la differenza.
Dalla Valenzana in giù, ben 11 squadre rischiano di retrocedere. Chi, in questo gruppo, vede come un intruso?
Penso che il Derthona abbia un reparto offensivo molto forte. E credo che la Sanremese abbia svoltato dopo un avvio difficile.
Ora due sfide importantissime. NovaRomentin in casa e Celle Varazze in trasferta. Firmerebbe per 4 punti?
Rispetto gli avversari, e riconosco che sarebbe effettivamente un buon punteggio. Ma non firmo mai perché le partite si possono incanalare in vari modi e noi siamo in un buon momento.
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