Cabinovia, le incognite in Bassa Valbisagno: dai piloni alti 40 metri alle possibili interferenze

  • Postato il 29 marzo 2026
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  • Di Genova24
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Genova. Era così per lo Skymetro, sarà così anche per la cabinovia: la Bassa Valbisagno è il territorio più complicato da attraversare quando si progetta un’infrastruttura di trasporto pubblico che non tenga conto della sede stradale. Da Brignole allo stadio, 2 chilometri intensamente popolati e urbanizzati, dove le alluvioni hanno lasciato il segno. Un passaggio quasi obbligato per raggiungere i quartieri in fondo alla vallata, da sempre privi di un collegamento veloce verso il centro.

Il presidente del Municipio Fabrizio Ivaldi, fermamente schierato per il no allo Skymetro in campagna elettorale come tutto il centrosinistra, non si sbilancia ancora: “Lo studio lo abbiamo visto per la prima volta ieri, adesso ci sono molte cose da approfondire, dopodiché farò avere le mie osservazioni tra un mese – spiega -. L’importante sarà il processo di partecipazione e condivisione sul territorio per fare in modo che non si trasformi eventualmente in un progetto calato dall’alto come è stato il precedente. L’opinione dei cittadini conta”.

Nello studio del Politecnico di Milano presentato sabato a Tursi si prospettano tre stazioni in Bassa Valbisagno: il capolinea di Brignole (di fatto immaginato di fronte a Borgo Incrociati), la fermata Sardegna tra corso Galliera e via Cagliari (questa assente nel progetto Skymetro) e infine quella di piazzale Marassi, tecnicamente al confine con la Media Valbisagno. In questo lembo di vallata si ipotizzano ben tre attraversamenti del torrente per passare da una sponda all’altra.

La stazione di testa a Sant’Agata

Anche la cabinovia partirebbe dalla metropolitana di Brignole, cioè da via Canevari. Nel render mostrato in conferenza stampa la stazione si sviluppa lungo il Bisagno, all’altezza della nuova sede Iren, con una struttura sopraelevata complanare alle banchine che terminerebbe all’altezza di piazza Raggi. Di fatto prenderebbe il posto dell’attuale rampa pedonale. Le dimensioni appaiono inferiori rispetto all’analoga stazione dello Skymetro.

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Piloni alti fino a 40 metri

Il punto che salta più all’occhio (letteralmente) è l’altezza dei piloni. Mentre gli altri arriverebbero a 20-25 metri, nel tratto Brignole-Marassi toccherebbero quota 40 metri con distanze di 350 metri tra uno e l’altro. “Nel disegnare questo tracciato – ha spiegato il professor Coppola – abbiamo voluto limitare al massimo il sorvolo e l’interferenza visiva con gli edifici“. Come si evince dalle slide mostrate in conferenza stampa, i sostegni più alti sarebbero collocati nei pressi di via Moresco. Qui la cabinovia dovrebbe sorvolare tutto l’ex edificio Enel per poi attraversare il Bisagno in obliquo e “planare” su corso Galliera, dove troverebbe la prima fermata.

Generico marzo 2026

La stazione in corso Galliera

Nonostante il nome “Sardegna“, la stazione sorgerebbe esattamente dove oggi ci sono i giardini Mirolli, cioè all’incrocio tra corso Galliera e via Cagliari, di fronte al palazzetto della Pgs Auxilium. La struttura sarebbe “al piano strada”. Non è chiaro a quale altezza le cabine attraverserebbero la strada, mentre appare scontato che si debba sacrificare qualche albero interrompendo la continuità del boulevard lungo il torrente. Proprio la volontà di preservare il verde aveva indotto la giunta Bucci a modificare il tracciato dello Skymetro dirottandolo in sponda destra, decisione che aveva contribuito a complicare l’iter del progetto.

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“È una fermata che ha l’ambizione di trasformare l’idea funzionale di corso Galliera da strada di attraversamento veloce a senso unico con sosta su entrambi i lati a passeggiata pedonale lungo il Bisagno attraverso la creazione di un nuovo spazio attraversabile anche dalle macchine”, ha commentato Coppola parlando anche di “integrazione” del polo sportivo nel sistema della mobilità. “Di sicuro quella zona ha bisogno di riqualificazione, ma bisogna capire come si intende fare”, osserva Ivaldi.

Il nodo dello stadio

Superato corso Galliera, la funivia dovrebbe tornare a lambire la sponda destra (o almeno questo si evince in base ai disegni portati dal Politecnico) per poi “volare” di fronte allo stadio e raggiungere la fermata Marassi, collocata sull’omonimo piazzale all’altezza di via del Mirto, lungo l’argine del Bisagno.

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Resta da chiarire quale sarebbe il percorso in questo tratto, considerando che il passaggio dello Skymetro nei pressi del Ferraris era stato considerato un problema dal punto di vista dell’ordine pubblico. Per non parlare dell’interferenza numero uno, quella con l’istituto Firpo-Buonarroti di cui si prescriveva la demolizione per consentire il passaggio della metropolitana sopraelevata. Al momento non è specificato se ci saranno interazioni tra la cabinovia e l’edificio scolastico e non è nota la distanza tra le due strutture.

Cosa succede in caso di allerta?

Una delle criticità del progetto Skymetro era la presenza di stazioni in aree a rischio inondazione. Come spiegava all’epoca un documento del Comune, si prevedeva la chiusura totale in caso di allerta rossa e servizio limitato alle sole fermate in zone a bassa pericolosità in allerta arancione. È plausibile che lo stesso problema si presenti con la cabinovia. In particolare, le stazioni Brignole e Marassi sarebbero in fascia P2 (pericolosità media), mentre Sardegna ricadrebbe in P1 (pericolosità bassa) per una manciata di metri. Con lo scolmatore del Bisagno in funzione l’intero piano verrà rivisto eliminando alcune restrizioni.

 

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Genova24

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