Cabinovia in Valbisagno, Rixi: “Un po’ sbalorditi, ma il progetto verrà analizzato come tutti gli altri”
- Postato il 2 marzo 2026
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- Di Genova24
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Genova. “Vedremo quello che presenterà il Comune di Genova, ovviamente lo porteremo avanti e lo analizzeremo come facciamo con tutti i progetti di tutti i Comuni. La cosa che lascia un po’ sbalorditi è che non si voleva qualcosa di sopraelevato: la funivia mi risulta sopraelevata almeno come lo Skymetro“. All’indomani dello scontro a distanza tra il ministro Matteo Salvini e la sindaca Silvia Salis, è il viceministro Edoardo Rixi a intervenire sulla proposta della cabinovia in Valbisagno, argomento che peraltro è finito al centro del vertice domenicale di coalizione.
In attesa di conoscere lo studio del Politecnico, che nelle prossime settimane verrà condiviso prima con le forze di maggioranza e poi con la cittadinanza, ci si chiede se un impianto a fune in Valbisagno possa effettivamente essere finanziato dal ministero. I precedenti non aiutano: il progetto originario dello Skytram fu rispedito al mittente perché non rappresentava un’estensione della metropolitana esistente ma una nuova tecnologia di trasporto.
“Il Comune di Genova dovrà ripartecipare a un bando a livello nazionale, come ho ricordato più volte al sindaco: non si può sostituire un bando vinto con un sistema di trasporto con un altro”, ricorda Rixi tornando ancora sulla vicenda Skymetro, poiché la giunta Salis aveva provato a trattenere quei 398 milioni per un progetto alternativo di estensione sotterranea della metropolitana in Valbisagno. Il progetto della cabinovia, quando sarà presentato al ministero, “verrà messo ovviamente in analisi dai tecnici del ministero rispetto al flusso dei traffici e altro”.
“Sicuramente si tratta di un sistema che normalmente viene utilizzato o per superare forti dislivelli o per superare aree non attraversabili diversamente – riflette il viceministro a margine del convegno Consumatori e mobilità sostenibile al 2050alla Camera di commercio -. Uno dei vantaggi che ha la funivia è il fatto di costare molto di meno, uno degli svantaggi è la velocità di esercizio e il fatto che in una città come Genova ci sono moltissime persone anziane: l’imbarco e sbarco è particolarmente complesso rispetto a mezzi che si fermano completamente. Questi sono alcuni elementi, però ripeto, non sta a me la valutazione di un carattere tecnico. Una delle prescrizioni che era stata messa sullo Skymetro è che la linea fosse collegata all’attuale linea metropolitana per costruire una linea unica: ovviamente la funivia questa caratteristica non l’avrebbe“.
Usando come termine di paragone la funivia urbana dell’area metropolitana di Parigi (ne abbiamo parlato in dettaglio qui), la cabinovia in Valbisagno si potrebbe realizzare con una cifra intorno ai 200 milioni di euro, circa un terzo dei costi stimati per lo Skymetro. Ma una grossa incognita sono appunto i tempi di percorrenza: l’impianto francese collega un tracciato di 4,5 chilometri in 18 minuti: facendo una semplice proporzione ci vorrebbero 28 minuti per coprire i 7 chilometri da Molassana a Brignole, poco meno di quanto impiega l’autobus in condizioni normali di traffico.
Il vertice di maggioranza del 1° marzo è stato interlocutorio, ma è servito anzitutto a rassicurare la coalizione dopo l’uscita incontrollata delle indiscrezioni sul lavoro del Politecnico. La linea è quella dettata dalla sindaca nell’unica dichiarazione pubblica sul tema: per ora lasciar lavorare gli esperti senza fughe in avanti, poi i risultati dello studio saranno svelati alle forze politiche e nelle assemblee pubbliche sul territorio. Ma i malumori non mancano e c’è già chi si domanda come riuscirà a sostenere nei confronti degli elettori una proposta di mobilità che non sembra troppo dissimile dallo Skymetro per impatto e filosofia generale.
A margine del convegno organizzato da Consumer’s Forum, anche il presidente di Assoutenti Furio Truzzi commenta l’ipotesi cabinovia in Valbisagno: “Noi pensiamo che innanzitutto le infrastrutture debbano essere mantenute con regolarità. Non ci possono essere manutenzioni straordinarie che creano i disagi che stanno creando oggi perché sono anni luce che non vengono fatte. Quindi nella mobilità del futuro bisogna prevedere la ricorrenza della manutenzione. Sulla fattibilità dei mezzi noi ci riserviamo e diamo la parola ai tecnici. Francamente, della cabinovia si già parlato in Val Bisagno, ci era risultato che l’avevano scartata. La tecnica è al servizio della politica, però se venisse riconfermata vorremmo capire quale scenario ha modificato la valutazione dei tecnici perché un mezzo di trasporto che finora era previsto e non è stato scelto oggi viene scelto”.