Tuttiquotidiani e completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Cabinovia in Valbisagno, Italia Viva rompe il ghiaccio e dice sì: “Servono decisioni rapide”

  • Postato il 3 aprile 2026
  • Altre News
  • Di Genova24
  • 0 Visualizzazioni
Cabinovia in Valbisagno, Italia Viva rompe il ghiaccio e dice sì: “Servono decisioni rapide”

Genova. Italia Viva dice sì alla cabinovia in Valbisagno proposta dal Politecnico di Milano ed “esprime il proprio appoggio a un’iniziativa che dimostra capacità di innovazione, visione e rapidità decisionale”. La presa di posizione della componente centrista della giunta Salis non appare così scontata, anche perché è il primo “sì” che arriva con nettezza da una forza politica di maggioranza. Non è un mistero che siano invece molte le perplessità all’interno della coalizione, tutte rimaste sottotraccia, almeno per ora. E non è un mistero che i comitati contro lo Skymetro, dopo aver remato contro il centrodestra in campagna elettorale, abbiano già alzato le barricate contro la funivia e i suoi piloni.

“Accogliamo con favore il fatto che, in tempi brevi, si sia riusciti a sviluppare una proposta alternativa concreta, basata su un’analisi rigorosa dei dati relativi alla domanda di mobilità e sul confronto tra le diverse ipotesi di trasporto pubblico ipotizzate per la vallata – scrive Italia Viva in una nota -. Dallo studio emerge infatti come i sistemi di trasporto terrestri, dal Brt al tram, presentino limiti oggettivi dovuti ai vincoli orografici, urbanistici e idrogeologici della Val Bisagno. La rete viaria esistente non appare oggi sufficiente a sostenere la domanda di traffico e a garantire, lungo tutto il percorso, il transito dei mezzi pubblici in sede protetta o dedicata. Realizzare un sistema di trasporto pubblico in commistione con il traffico privato rischierebbe infatti di non migliorare le prestazioni complessive della mobilità, aggravando ulteriormente la congestione che interessa quotidianamente i quartieri della vallata. Per questo riteniamo corretto approfondire l’ipotesi di un sistema sopraelevato“.

Anche lo Skymetro, però, era sopraelevato. Ma “negli anni criticità significative in termini di costi, impatto dei cantieri, tempi di realizzazione e interferenze con il tessuto urbano – sottolineano i renziani -. A questo si aggiungono le preoccupazioni legate all’inquinamento acustico derivante dal transito dei convogli a breve distanza dalle abitazioni. In questo senso, l’opzione di un impianto a fune merita particolare attenzione. Si tratta di una soluzione che, alla luce delle esperienze europee più avanzate, a partire da Parigi, sembra presentare parametri più favorevoli sotto il profilo dei costi, dell’impatto urbanistico e della funzionalità. Le criticità emerse, in particolare quelle legate ai costi di manutenzione e alle condizioni del vento, appaiono affrontabili e non tali da compromettere il funzionamento complessivo dell’infrastruttura”.

Bene, secondo Italia Viva, che si perseguano infrastrutture “equilibrate” dal punto di vista della domanda e “poco impattanti dal punto di vista ambientale”. E l’accento viene posto anche sulla “attrattività turistica della città” rappresentata da “soluzioni innovative come questa”.

“Sarà ora fondamentale il percorso di ascolto e confronto con i Municipi, i residenti e il territorio“, aggiunge il partito centrista che annuncia “suggerimenti e proposte per correggere eventuali criticità” ma al tempo stesso difende “un approccio pragmatico e riformista: meno ideologia e più capacità di realizzare opere utili, sostenibili e coerenti con le reali esigenze della città. Genova ha bisogno di infrastrutture moderne, ma soprattutto di scelte rapide e concrete“.

Più cauto, ad esempio, l’approccio di Avs: “Prima di trarre le conclusioni dobbiamo analizzare i fatti. Vogliamo rassicurare gli abitanti della valle interessata: siamo ancora in una fase preliminare“. E poi: “La partecipazione delle associazioni, dei comitati, delle cittadine e dei cittadini è centrale: non vogliamo che scelte così rilevanti siano prese dall’alto, ma che il territorio contribuisca attivamente al confronto”.

Così i rossoverdi in Bassa Valbisagno hanno iniziato un “percorso preventivo” (così lo hanno definito) attivando un indirizzo email (partecipa.bassavalbisagno.avs@gmail.com) per raccogliere “domande, critiche, proposte e suggerimenti più o meno tecnici”. E hanno annunciato incontri pubblici nelle prossime settimane con residenti e associazioni.

Il prossimo passaggio Silvia Salis lo farà tra meno di un mese proprio con la sua maggioranza, in modo da produrre lo studio definitivo con le osservazioni raccolte e avviare il percorso politico a partire da una commissione consiliare a Tursi fino al dibattito nei Municipi. Ma a giudicare da ciò che si dice in camera caritatis, non sarà facile convincere tutto il centrosinistra a sostenere il progetto. Del resto anche i presidenti dei municipi interessati, Fabrizio Ivaldi e Lorenzo Passadore, si sono limitati per ora a sottolineare l’importanza del percorso di partecipazione sul territorio. “Nessuna imposizione“, ha precisato la sindaca qualche giorno fa, lasciando però intendere che non esistano altre soluzioni percorribili in concreto.

Autore
Genova24

Potrebbero anche piacerti