Buone notizie

  • Postato il 2 aprile 2025
  • Di Il Foglio
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Buone notizie

C’è una corrispondenza inverificabile tra passato e presente e tra passato e futuro nella vita di Lorenza, protagonista di questo nuovo libro di Elisa Fuksas, scrittrice e regista, una risonanza tra ogni tempo che storce le linee apparentemente dritte della sua storia. In lei “tutto si deforma, si mischia e si confonde”. Non è sposata con Alighiero, “ma è come se”, e insieme hanno due gemelle di otto anni. Lorenza fa la pop star, ma il vero musicista è lui, perché sa suonare di tutto, anche se lo fa sempre meno, preferendo arrangiare i dischi degli altri. Quello di lei si intitola “Bugurach” che è anche il nome della città francese dove secondo i Maya ci saremmo salvati dalla fine del mondo da loro prevista per il 21 dicembre del 2012. E invece.

 

Ludovica ama l’alba e detesta l’autunno, ma forse anche l’inverno e l’estate, perché “al sole ci si sta solo per asciugarsi” e la neve sarà pure bellissima in foto, “ma starci è tremendo”. Non è pigra, ma egoista come tutti, solo che lei non lo nasconde. Ciò che la fa arrabbiare è la stupidità e l’essere esclusa. In un mondo in cui non è permesso dire di “no” come “non mi piace”, è attratta a suo modo dall’abbandono e dall’abbandonare, perché generano una morbosa libertà, e perché togliere un pezzo del presente provoca, è vero, una immediata euforia, ma anche una immediata tristezza. Non sopporta i cambiamenti, non le piacciono le vacanze e ama stare in casa, ma è lì che scopre una crepa sul muro che la disorienta a sua volta e che diventa per lei (oltre che la copertina del libro) una buona notizia, perché il crollo e la distruzione possono essere l’inizio di un mondo nuovo, possibilmente migliore. Per oltre trecento pagine, l’autrice ci fa viaggiare piacevolmente nelle mente di quella donna che è un altro (diverso) da sé, tra pensieri comprensibili e altri che lo sono meno, tra misteri e paure, il pop e il fascino per Maria Callas, l’amore che è stato e quello che arriva per un amante conosciuto a Gibellina, omaggio (in)consapevole a Emilio Isgrò e alla sua arte come il nome del marito, Alighiero, per Boetti. E, ancora, che – facendoci spaziare tra gioie, dolori, confusioni e tanta euforia, cani da educare come bambini e bambini da educare come cani, prime parole dette (“puttana”) chissà a chi, violenze subìte da una zia, baci e sberle, Roma e la Sicilia, trasparenze e trasformazioni, successo e talento, grazia e dolcezza – arriva l’omeopatia con un omeopata specializzato in endocrinologia, elegante e dall’età indefinita, ma molto simile a un santone ciarlatano. Vuoi diventare te stessa? le chiederà. Vuoi passare dal fango all’oro? Passerai con il mondo e con la natura, le persone e gli animali e sarai entusiasta”. Lei lì per lì, resta muta, ma capirà che “un sasso è molto più spirituale di noi”, ma soprattutto fin dove porta l’urgenza di cambiare. E se finiscono i rimedi? Poco importa: “se ne trovano altri”.

   

Elisa Fuksas
Buone notizie
Mondadori, 372 pp., 19 euro

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Autore
Il Foglio

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