Bulldozer sul complesso Onu per i rifugiati e lacrimogeni contro una scuola palestinese a Gerusalemme: continua la campagna Idf contro Unrwa

  • Postato il 21 gennaio 2026
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Un attacco che è stato condannato dalla Anp alla Commissione europea, con la commissaria alle Emergenze Hadja Lahbib che esorta “le autorità israeliane a porre fine a tale azione, che viola gli obblighi di Israele derivanti dalla Convenzione sui privilegi e le immunità delle Nazioni Unite, secondo la quale gli Stati membri dell’Onu devono proteggere e rispettare l’inviolabilità dei locali dell’Onu”. I militari di Tel Aviv hanno infatti demolito il complesso delle Nazioni Unite di Sheikh Jarrah gestito dall’Agenzia per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi nel Vicino Oriente (Unrwa) situato a Gerusalemme Est. L’episodio è avvenuto il 20 gennaio: il rumore intenso dei bulldozer e delle picconate ha svegliato gli abitanti di un quartiere di Gerusalemme Est. Erano da poco passate le 7 quando a Sheikh Jarrah, sul lato orientale della Città Vecchia, le forze israeliane hanno fatto irruzione e hanno preso d’assalto il complesso della sede centrale dell’agenzia per i rifugiati palestinesi, costringendo le guardie della sicurezza ad andarsene.

Non è la prima volta che le forze dello Stato ebraico prendono di mira questa agenzia accusata di avere legami con Hamas. Accusa che Unrwa nega. Per Israele alcuni dei suoi dipendenti avrebbero preso parte al massacro del 7 ottobre 2023, che ha scatenato la guerra a Gaza. Tuttavia il sito demolito non era più occupato dal personale dell’agenzia Onu da quando Israele ne aveva vietato le attività un anno fa. Un fotografo dell’Afp ha visto macchinari edili demolire almeno un edificio del compound, sopra il quale sventolava una bandiera israeliana, alla presenza di funzionari politici israeliani. Ma l’Idf ha anche lanciato gas lacrimogeni contro una scuola professionale palestinese, la Palestinian trade school, anche questa struttura dell’Unrwa. Roland Friedrich, direttore del gruppo in Cisgiordania, ha riferito che le forze israeliane sono arrivate nella scuola professionale per giovani palestinesi a Qalandia, alla periferia di Gerusalemme. Più di 300 giovani rifugiati ricevono qui una formazione professionale in tecnologia e saldatura. Le incursioni sono l’ultimo episodio della lunga campagna di Israele contro l’Unrwa, che è stata bandita dal territorio israeliano e accusata di essere infiltrata da militanti di Hamas. Secondo il governatorato di Gerusalemme dell’Autorità palestinese, che monitora gli affari palestinesi nella zona, alcuni bambini che tornavano a casa da scuola sono stati sopraffatti dal gas lacrimogeno e un quindicenne è stato colpito all’occhio da un proiettile di gomma. Il ministero degli Esteri israeliano ha affermato che la demolizione ha applicato una nuova legge che vieta l’Unrwa, sottolineando che Israele è proprietario del sito e respingendo le affermazioni dell’Unrwa secondo cui la mossa violerebbe il diritto internazionale. Una bandiera israeliana è stata issata sopra la struttura nel quartiere di Sheikh Jarrah, dove alcuni politici israeliani sono arrivati sul posto per festeggiare. Il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir lo ha definito “un giorno storico”, mentre per il titolare degli Esteri Gideon Moshe Sa’ar “il complesso non gode di alcuna immunità e il suo sequestro è stato effettuato in conformità con il diritto israeliano e internazionale”.

Il portavoce dell’agenzia, Jonathan Fowler, ha parlato di “un attacco senza precedenti”. Anche il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha espresso parole dure, definendo la mossa d’Israele “inaccettabile”, in quanto “le continue azioni di escalation contro l’Unrwa, sono incompatibili con i chiari obblighi di Israele ai sensi del diritto internazionale, compresi quelli della Carta Onu”. Secca la reazione dell’Autorità nazionale palestinese: “Lo Stato ebraico intende indebolire il sistema di protezione internazionale per i rifugiati palestinesi”. Al coro di critiche si sono associate anche anche Riad, Amman e la Lega Araba. Per il responsabile dell’agenzia Philippe Lazzarini, dichiarata persona non grata in Israele, le autorità dello Stato ebraico vogliono “cancellare l’identità dei rifugiati palestinesi”. Questo status di rifugiato, tramandato di generazione in generazione, è legato al diritto al ritorno, che Israele contesta, uno dei punti più controversi del conflitto israelo-palestinese. Istituita nel 1949, l’Unrwa gestisce centri sanitari e scuole per i rifugiati palestinesi nei Territori Palestinesi, in Libano, Siria e Giordania.

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Il Fatto Quotidiano

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