Brignone nella storia: oro olimpico in SuperG, l’impresa dieci mesi dopo il grave infortunio
- Postato il 12 febbraio 2026
- Olimpiadi
- Di Il Fatto Quotidiano
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L’urlo della Tigre di La Salle se è non un miracolo, giù di lì. Avete capito bene: Federica Brignone è oro alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina in SuperG neanche dieci mesi dopo il terribile infortunio alla gamba sinistra durante i campionati italiani. È una vittoria storica, ai limiti dell’umano. L’impresa si compie sulla pista delle Tofane, davanti agli occhi del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Il referto dell’azzurra sentenziava, tutto d’un fiato: “Frattura pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra, oltre a una lesione del comparto capsulo-legamentoso mediale e una lesione del legamento crociato anteriore”. Due interventi chirurgici, rischiava non solo di non sciare: c’è la possibilità che non camminasse più. Un dramma umano e sportivo. Risaliteci sugli sci. Tornate voi, competitivi. Riuscite voi a tornare davanti a tutte nella gara che vale una vita. È successa una cosa a Cortina d’Ampezzo.
Dietro l’extraterrestre Brignone – che ha chiuso in 1’23″41 – si sono piazzate la francese Romane Miradoli e l’austriaca Cornelia Huetter. Quinta Laura Pirovano, autrice di una grande gara. Fuori invece l’altra azzurra favorita, Sofia Goggia. Brignone fa tornare l’Italia sul podio olimpico in SuperG dopo 24 anni: a Salt Lake City, arrivò la doppietta con l’oro di Daniela Ceccarelli e l’argento di Karen Putzer.
“Non pensavo di poter vincere l’oro. Non me lo sarei mai aspettato nella vita, è qualcosa di speciale. Sapevo di aver già fatto il massimo nella mia carriera, forse questa è stata la mia forza. Ero davvero tranquilla”, ha detto ai microfoni di RaiSport la neo-campionessa olimpica e portabandiera dell’Italia.
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