Brescia, si dimette Balwinder Singh: il consigliere comunale di centrodestra indagato per maltrattamenti alle figlie

  • Postato il 2 aprile 2025
  • Politica
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Dopo essere stato indagato, assieme alla moglie, per maltrattamenti sulle due figlie, il consigliere comunale di Brescia Balwinder Singh ha rassegnato questa mattina, 2 aprile, le sue dimissioni. Singh, 49enne di origini indiane, era stato eletto nel maggio del 2023 nelle fila del centrodestra in una lista civica (all’epoca guidata dal candidato sindaco leghista ed ex assessore regionale Fabio Rolfi) e dal 21 marzo scorso è sottoposto al divieto di avvicinamento alle figlie e alla misura del braccialetto elettronico.

Lo scorso 28 marzo Singh si era presentato regolarmente al Consiglio comunale cittadino senza riferire di essere indagato per maltrattamenti e nessuno aveva notato il braccialetto elettronico. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Singh e la moglie avrebbero negato alle figlie, una maggiorenne e l’altra per poco ancora minorenne, di vivere all’occidentale. Lo avrebbero fatto attraverso botte, minacce, punizioni. E arrivando, secondo le indagini della Squadra Mobile della questura di Brescia, ad esaltare davanti alle figlie, lomicidio di Saman Abbas, uccisa dai genitori in provincia di Reggio Emilia. “Un’azione doverosa per preservare la reputazione sociale“, avrebbe detto alle figlie. Nell’ambito della stessa inchiesta è anche scattato l’arresto del figlio maschio del consigliere comunale, che un giorno dopo aver compiuto 26 anni è finito in carcere con l’accusa di violenza sessuale nei confronti della maggiore delle due sorelle. La più grande della due ragazze convive con un ragazzo ed è stata la prima ad andarsene, mentre la più piccola è in una struttura protetta, dopo aver raccontato la sua situazione ad un’insegnante durante la giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

Mentre, tramite il loro legale, Balwinder Singh e la moglie hanno negato gli addebiti, a livello politico a chiedere il passo indietro era stata Alleanza Verdi-Sinistra, che in una nota aveva scritto: “Riteniamo che chi siede in un organismo istituzionale come il Consiglio comunale di Brescia e ha agito con violenza, come appunto verificato dalla magistratura, non possa e non debba rappresentare i cittadini e le cittadine bresciane”. Singh è stato poi scaricato anche dal centrodestra in Consiglio comunale: “I nostri valori si basano su un’idea di comunità che rispetta il prossimo e condanna senza scusanti la violenza contro le donne” è stato scritto in una nota in cui viene espressa “massima vicinanza alle due ragazze vittime“. E così, dopo diversi giorni d’attesa, sono arrivate le sue dimissioni.

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Il Fatto Quotidiano

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