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Bosnia-Italia, ecco i talenti italiani della Serie B da cui ripartire

  • Postato il 1 aprile 2026
  • Di Virgilio.it
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Bosnia-Italia, ecco i talenti italiani della Serie B da cui ripartire

Il giorno dopo l’eliminazione fa ancora più male. Anzi, malissimo. La frustrazione è tanta e i dubbi affiorano alla mente mentre si cerca il colpevole di questa ennesima mancata qualificazione o ci si appiglia alle motivazioni — spesso retoriche — più disparate.

Pochi investimenti sugli impianti sportivi? Eccessiva cultura tattica a discapito di quella tecnica e della “fantasia individuale”? Basso livello del calcio italiano? Oggi è inutile provare a darsi una risposta, e in parte è un bene che la tristezza prenda il sopravvento, benché questa sia la terza esclusione in dodici anni: un buco nero che sembra non avere fine.

In questo psicodramma generale, la Serie B potrebbe rappresentare un antidoto efficace. Il campionato cadetto, infatti, è spesso sottovalutato sotto molteplici punti di vista, benché in realtà sia una fucina di interessanti talenti ed espressione massima del nostro territorio, ancora incontaminato — per la maggior parte — da holding o multiproprietà straniere.

Scopriamo quindi quali talenti si nascondono nel sottobosco sportivo del secondo campionato professionistico su cui poter costruire un “sistema Italia” basato sulla valorizzazione dei nostri giovani.

Kofler, Dagasso e Comotto

Alla sua terza stagione da professionista, Raphael Kofler è ormai un “giovane veterano” della squadra di Castori. Difensore centrale, braccetto e all’occorrenza centrocampista: indossa la maglia biancorossa da quando ha 10 anni. Carisma in campo e garbo tecnico non mancano al classe 2005, tanto da attirare le attenzioni di Cagliari e Torino. Titolare in U20, è un prospetto certamente da tenere d’occhio.

Così come il gioiellino pescarese Matteo Dagasso, attualmente in forza al Venezia, eroe della promozione in B del “Delfino” e punto fermo degli Azzurrini di Silvio Baldini. Centrocampista moderno, il giocatore originario di Penne sa disimpegnarsi bene sia in fase offensiva sia in quella difensiva, andando alla conclusione ma riuscendo anche a mettere in porta i propri compagni.

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E, se si parla di centrocampisti, il classe 2008 figlio d’arte Christian Comotto rientra tra i nomi caldi. Forse da lui ci si aspettava qualcosa in più in termini di rendimento, ma le difficoltà incontrate dallo Spezia in questa stagione possono parzialmente giustificare il giocatore. Regista e mezzala con tecnica e personalità, ha un’ottima visione di gioco ed è in grado di dettare i ritmi della squadra. Donadoni sta iniziando a dargli sempre più spazio e recentemente anche Max Allegri lo ha citato tra le possibili pedine del futuro roster rossonero.

Cacciamani, Cissè e Liberali

Da Nord a Sud, la penisola non manca di giovani interessanti. A Castellammare di Stabia, per esempio, Alessio Cacciamani sta crescendo a vista d’occhio nel 3-5-2 di mister Abate. Ala sinistra di piede destro, è nato a Jesi ed è in prestito dal Torino. Proprio con i granata, a maggio 2025 scese in campo contro l’Inter a 17 anni e 316 giorni: tra i più giovani ad avere esordito con la maglia del Toro assieme a Fabio Quagliarella e Jacopo Mariani.

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Dalla Campania alla Calabria, gli ultimi due nomi di questa lista rispondono a Mattia Liberali e Alphadjo Cissè. La loro storia professionale è legata al Milan, per motivazioni diverse. Il primo è cresciuto in rossonero e ad agosto dello scorso anno ha firmato un contratto quadriennale con il Catanzaro (con il 50% sulla futura rivendita), mentre il secondo è stato acquistato dalla società meneghina e lasciato in prestito ai giallorossi fino a fine stagione.

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Ma anche la loro parabola umana è fortemente connessa. L’infortunio di Cissè, fermato a febbraio da un grave problema fisico e costretto a uno stop di quattro mesi, ha dato il via libera a Liberali, che ha ricevuto sempre più centralità tecnica. Il trequartista ha alzato i giri del motore e mostrato tutta la sua personalità palla al piede, rivestendo un peso crescente nello scacchiere di Aquilani. Il classe 2006 italo-guineano, invece, si è fermato ai box dopo la prima partita contro il Mantova post mercato invernale. Fino ad allora aveva segnato 6 reti e fornito 1 assist in 22 presenze. Una serie di prospetti interessanti per il movimento calcistico italiano: starà a noi valorizzarli e non farli finire — come spesso purtroppo accade — nel dimenticatoio del grande calcio.

Autore
Virgilio.it

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