Bordighera sotto choc per la morte di una bimba di 2 anni: la madre a Pontedecimo con l’accusa di omicidio

  • Postato il 10 febbraio 2026
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carcere pontedecimo

Genova. È detenuta da lunedì sera nel carcere di Pontedecimo Manuela Aiello, la donna di 43 anni accusata di avere provocato la morte della figlia di due anni nella sua abitazione sulle alture di Bordighera, nel Ponente ligure.

La piccola era stata trovata già in arresto cardiocircolatorio dai soccorritori arrivati nella villetta lunedì mattina. A chiamarli era stata proprio la madre, che ha raccontato di averla trovata in crisi respiratoria intorno alle otto, dopo essere rientrata a casa.

La bambina, ha riferito agli inquirenti, era rimasta con i fratelli più grandi. Il medico legale intervenuto per constatare il decesso ha trovato sul corpo della piccola dei lividi che hanno insospettito i carabinieri, e la 43enne è stata portata in caserma per essere ascoltata.

Nel corso dell’interrogatorio davanti ai pm la donna ha raccontato che la figlia qualche giorno prima era caduta da una scala provocandosi i traumi visti sul suo corpo, ma che non sembrava aver avuto conseguenze gravi. Lunedì mattina il peggioramento che l’ha spinta a chiamare il 118. Il primo rapporto del medico legale però rileva come le ferite non combacino con una caduta accidentale, ma appaiono provocate da oggetti contundenti. Il sospetto degli inquirenti è dunque che la donna abbia percosso la piccola, e che la morte sia stata provocata da violenze.

La 43enne ha negato tutte le accuse e ribadito la sua versione, anche se i filmati delle telecamera di sorveglianza della zona in cui abita smentiscono gli spostamenti che lei ha riferito di avere fatto tra domenica e lunedì. Accusata di omicidio preterintenzionale, resterà in carcere sino a giovedì, giorno per cui è stato fissato l’interrogatorio di garanzia.

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Genova24

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