Boom Italia nel medagliere di Milano Cortina, i sospetti degli inglesi: "Merito del ghiaccio"

  • Postato il 13 febbraio 2026
  • Di Virgilio.it
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L’Italia vola nel medagliere di Milano Cortina. Solo la Norvegia, la nazione più titolata in assoluto ai Giochi Invernali, è davanti allo squadrone azzurro dopo quasi una settimana di gare. L’Italia è seconda, col record di medaglie alle Olimpiadi bianche che ormai non è in discussione: non è più questione di “se”, semmai di “quando”. Ma se gli appassionati della Penisola festeggiano, gli specialisti d’Albione s’interrogano e sospettano. Diffidano di questo boom improvviso, che fa balenare in loro pensierini maliziosi, veleni e congetture. Tanto da iniziare a chiedersi dove sia il trucchetto. In che modo gli italiani sono riusciti a diventare improvvisamente una superpotenza negli snobbatissimi sport invernali?

L’Italia vince, gli inglesi sospettano: il precedente Jacobs

Sospetti e veleni che non rappresentano certo una novità ogni volta che l’Italia vince in settori “nuovi”. Era già accaduto con Jacobs e la staffetta 4×100 alle Olimpiadi di Tokyo, quando proprio gli inglesi paventarono accuse di doping. Come andò a finire? Che gli squalificati per doping alla fine sarebbero stati i britannici, beffati di un centesimo in finale da Tortu e soci. Stavolta a malignare sui successi azzurri nell’Olimpiade casalinga di Milano Cortina è l’autorevole Guardian. Certo, chi organizza i Giochi ha sempre una spinta in più, almeno sotto il profilo del tifo, della spinta e del coinvolgimento. Ma forse c’è anche dell’altro.

Olimpiadi Invernali, l’exploit azzurro a Milano Cortina

In due giorni – si legge sul quotidiano di Manchester, icona del giornalismo british – l’Italia ha vinto più medaglie di quelle vinte nel 2014 a Sochi, arrivando quasi a metà del record olimpico invernale di Lillehammer 1994: venti medaglie. Il bottino è aumentato nei giorni seguenti e giovedì sono arrivati altri due ori con Francesca Lollobrigida nel pattinaggio di velocità e Federica Brignone nel Super G. Insomma, l’Italia è la vera sorpresa di questi Giochi. Del resto, era stato lo stesso per gli USA a Salt Lake City 2002, per il Canada a Vancouver 2010, per le stesse Corea e Cina nelle ultime edizioni. Ma perché?

L’insinuazione del Guardian: “Il ghiaccio può dare vantaggio”

“Il tifo può dare una spinta, ma solo in alcuni sport”, scrivono gli esperti del Guardian. “Uno sciatore che parte dal cancelletto di partenza non sarà minimamente influenzato dagli applausi provenienti dalla base della pista”. In altri sport, però, la spintarella può esserci eccome. Ed è qui che si palesa il sospetto delle prime firme d’Inghilterra: “Il ghiaccio di casa può essere un vantaggio letterale. Gli atleti statunitensi di bob, skeleton e slittino hanno ottenuto una prestazione stellare nel 2002 sulla loro amata pista dello Utah Olympic Park, dove conoscevano tutte le curve come il palmo delle loro mani”.

La precisazione: “Successi italiani riflesso di un entusiasmo crescente”

Insomma, soprattutto per lo slittino, i clamorosi trionfi dell’Italia si spiegherebbero con la miglior conoscenza della pista e delle “qualità” del ghiaccio. Una spiegazione che, sicuramente, non rende merito all’eccezionale lavoro di Armin Zoeggeler e alle performance dei suoi ragazzi. Forse per addolcire la pillola, sempre sul Guardian sottolineano: “L’ondata potrebbe anche essere il riflesso di un entusiasmo crescente. Torino non si è mai veramente scaldata per le Olimpiadi. I Giochi di quest’anno hanno un’atmosfera diversa, e il successo iniziale dell’Italia – punteggiato da vivaci festeggiamenti – non può che alimentare il fermento“.

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