Bonus giovani 2026: scade il 30 aprile, ecco chi può ancora usarlo e come non perdere l’occasione
- Postato il 29 marzo 2026
- Bonus E Agevolazioni
- Di Blitz
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Il tempo stringe. Il bonus giovani 2026, tra gli incentivi più utilizzati dalle aziende italiane per assumere under 35, è ancora attivo, ma ha una scadenza precisa e ravvicinata: il 30 aprile 2026. Dopo quella data, salvo ulteriori proroghe che al momento non sono previste, le condizioni cambieranno in modo significativo e il beneficio si ridurrà sensibilmente. Per le aziende che stavano valutando una nuova assunzione, e per i giovani che sperano di entrare nel mercato del lavoro con un contratto stabile, capire esattamente come funziona questa misura — e cosa cambia dopo la scadenza — è una priorità concreta.
Cos’è il bonus giovani
Il bonus giovani è un esonero contributivo riconosciuto ai datori di lavoro privati che assumono a tempo indeterminato lavoratori under 35 che non siano mai stati occupati con un contratto a tempo indeterminato in precedenza. Non si tratta di un contributo in denaro erogato direttamente, ma di uno sgravio sui contributi previdenziali che l’azienda deve versare ogni mese per il lavoratore assunto — una riduzione del costo del lavoro che, nel caso più favorevole, può arrivare fino a 500 euro mensili per un massimo di 24 mesi.
La misura era già presente negli anni scorsi con condizioni molto vantaggiose, ed è stata prorogata anche per il 2026 grazie alla conversione in legge del decreto Milleproroghe. La proroga però non è arrivata senza modifiche: rispetto al 2025 le condizioni sono cambiate, e non tutte in meglio. Conoscere le differenze è fondamentale per valutare correttamente la convenienza dell’incentivo.
Come funziona l’esonero contributivo nel 2026
Per le assunzioni effettuate dal 1° gennaio al 30 aprile 2026 l’esonero contributivo è pari al 70% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con un beneficio massimo di circa 350 euro mensili. Rispetto al 2025, quando lo sgravio era al 100% fino a 500 euro al mese, si tratta di una riduzione significativa che cambia i calcoli di convenienza per molte aziende.
Esiste però una condizione che permette di recuperare il beneficio pieno al 100%, fino a 500 euro mensili: l’assunzione deve produrre un incremento occupazionale netto. In termini pratici questo significa che il numero complessivo dei dipendenti dell’azienda deve aumentare rispetto alla media dei dodici mesi precedenti. Se il giovane assunto va semplicemente a sostituire un lavoratore uscito dall’azienda per qualsiasi ragione (dimissioni, licenziamento, pensionamento) lo sgravio rimane al 70% e non si ottiene il beneficio massimo.
Questa distinzione è cruciale per le aziende che stanno pianificando le assunzioni: se l’obiettivo è massimizzare il beneficio fiscale, la nuova assunzione deve rappresentare un aumento reale dell’organico, non un semplice ricambio.
Per le aziende che operano nelle regioni del Sud Italia il tetto massimo mensile è elevato a 650 euro, una soglia che nel 2026 è stata estesa anche a Marche e Umbria, due regioni che in passato non rientravano in questa categoria agevolata e che ora beneficiano delle stesse condizioni delle aree meridionali.
I requisiti per accedere al bonus: cosa deve soddisfare il lavoratore
Non tutte le assunzioni di giovani rientrano automaticamente nel perimetro del bonus. Il lavoratore deve avere meno di 35 anni al momento dell’assunzione e non deve mai aver avuto in precedenza un contratto di lavoro a tempo indeterminato con nessun datore di lavoro, indipendentemente dal settore o dalla durata di quel rapporto.
Il contratto deve essere a tempo indeterminato, sia full time che part time, e deve essere stipulato entro il 30 aprile 2026 per rientrare nelle condizioni attuali. I contratti di apprendistato, pur essendo a tempo indeterminato dal punto di vista giuridico, seguono regole proprie e non rientrano in questa misura specifica. Analogamente, le assunzioni tramite agenzia interinale o con contratti a termine, anche se successivamente trasformati, richiedono una verifica specifica con il consulente del lavoro per accertare l’ammissibilità.
Cosa cambia dopo il 30 aprile
Se dopo la scadenza del 30 aprile non arriveranno ulteriori proroghe, e al momento il governo non ne ha annunciate, il sistema tornerà allo sgravio contributivo strutturale previsto per le assunzioni stabili di giovani under 30. Questo incentivo, a regime ordinario, garantisce una riduzione del 50% dei contributi con un limite massimo di 3.000 euro annui, pari a circa 250 euro al mese, la metà rispetto al bonus attuale nella sua versione più favorevole.
Il cambiamento è quindi sostanziale: chi assume dopo il 30 aprile senza ulteriori proroghe si troverà con un beneficio dimezzato e applicabile solo agli under 30 invece che agli under 35. Per le aziende che hanno in programma nuove assunzioni nei prossimi mesi, anticiparle entro fine aprile, se le condizioni organizzative lo permettono, può fare una differenza economica concreta nel medio periodo.
Il bonus giovani per chi apre una partita IVA: attenzione, è già scaduto
C’è una distinzione importante che genera spesso confusione, e vale la pena chiarirla in modo netto. Esiste un’altra misura che negli ultimi anni è stata chiamata anch’essa “bonus giovani”, quella riservata agli under 35 che avviavano una nuova attività autonoma o d’impresa in settori strategici, con un contributo fino a 500 euro mensili per tre anni.
Questa misura non è stata inserita nel decreto Milleproroghe ed è quindi scaduta. Non è più possibile presentare nuove domande per il 2026. Chi aveva già ottenuto l’approvazione entro il 31 dicembre 2025 continuerà a percepire il contributo fino alla scadenza naturale del triennio, ma per chi non aveva ancora fatto domanda la finestra si è chiusa definitivamente. È importante non confondere le due misure: il bonus ancora attivo fino al 30 aprile riguarda esclusivamente le aziende che assumono, non i giovani che avviano un’attività in proprio.
Il bonus donne: l’unica misura prorogata senza tagli

Vale la pena segnalare, nel contesto degli incentivi all’occupazione 2026, che il governo ha scelto di trattare in modo diverso il bonus per l’occupazione femminile. A differenza del bonus giovani, l’incentivo per le aziende che assumono a tempo indeterminato donne in condizioni di svantaggio ovvero disoccupate da almeno sei mesi, residenti in aree svantaggiate, oppure occupate in settori con forte disparità di genere, è stato prorogato per tutto il 2026 senza modificarne l’entità. Lo sgravio è totale sui contributi previdenziali per un periodo fino a due anni, senza il taglio al 70% introdotto per il bonus giovani.
Chi sta valutando assunzioni che potrebbero rientrare in entrambe le categorie, una giovane donna under 35, ha quindi a disposizione due strumenti che in certi casi possono sovrapporsi, ma che richiedono una valutazione specifica con il proprio consulente del lavoro per capire quale sia più conveniente applicare.
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