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Bonifiche ex Fiat Avio, dieci indagati: smaltimento illecito e appalti sospetti nell’area del futuro Parco della Salute

  • Postato il 3 aprile 2026
  • Cronaca
  • Di Quotidiano Piemontese
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Bonifiche ex Fiat Avio, dieci indagati: smaltimento illecito e appalti sospetti nell’area del futuro Parco della Salute

TORINO – Nuovi sviluppi nell’inchiesta sulle bonifiche dell’area ex Fiat Avio di Torino, destinata a diventare il futuro Parco della Salute. Sono dieci le persone indagate dalla Direzione distrettuale antimafia, in collaborazione con i carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe), nell’ambito di un’indagine che punta a fare luce sulla gestione di circa 200 mila tonnellate di terre e rocce da scavo, in gran parte contaminate.

Smaltimento sotto accusa

Secondo gli inquirenti, il materiale – contenente metalli pesanti e idrocarburi – sarebbe stato trattato e smaltito in modo illecito, violando le normative ambientali. L’indagine rappresenta un ulteriore sviluppo di accertamenti avviati già nel 2023, culminati recentemente con il sequestro di due impianti di trattamento rifiuti nel torinese.

L’appalto “anomalo”

Al centro dell’inchiesta c’è un appalto ritenuto sospetto dagli investigatori. Il lavoro di bonifica sarebbe stato assegnato alla società Bsa, appartenente al gruppo Iren, con un ribasso considerato fuori mercato. A destare particolare attenzione è il successivo subappalto alla società Perino srl.

Il nodo riguarda i costi: il prezzo pattuito per il trattamento e lo smaltimento dei materiali sarebbe stato di circa 7 euro a tonnellata, una cifra nettamente inferiore rispetto ai valori medi di mercato, che oscillano tra i 35 e i 60 euro a tonnellata per operazioni analoghe.

Le ipotesi di reato

Secondo quanto emerge dal decreto di perquisizione, la società subappaltatrice non sarebbe stata in possesso delle autorizzazioni necessarie per gestire rifiuti contaminati. Nonostante ciò, il materiale sarebbe stato classificato come “end of waste” – quindi teoricamente riutilizzabile – senza essere sottoposto ai trattamenti richiesti.

Gli inquirenti ipotizzano che il sistema si sia basato sulla produzione di documentazione amministrativa e analitica “di comodo”, predisposta per aggirare i controlli degli enti preposti, tra cui ARPA e Spresal.

Tra gli indagati figura anche un consulente ambientale, accusato di aver avuto un ruolo chiave nel facilitare l’ottenimento di autorizzazioni non conformi rispetto alle attività effettivamente svolte.

Un progetto strategico sotto ombra

L’inchiesta getta un’ombra pesante su uno dei progetti più rilevanti per la sanità piemontese: il futuro Parco della Salute, destinato a sorgere proprio nell’area oggetto delle bonifiche. Un intervento strategico, che ora si trova a fare i conti con interrogativi sulla trasparenza e sulla correttezza delle operazioni preliminari.

Le indagini proseguono per chiarire responsabilità e ricostruire l’intera filiera della gestione dei rifiuti, mentre resta alta l’attenzione su un caso che intreccia ambiente, appalti pubblici e legalità.

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Quotidiano Piemontese

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