Bolognesi: “L’archiviazione di Bellini? Non escludo che sia l’inizio di una via d’uscita, sono preoccupato”

  • Postato il 2 aprile 2025
  • Giustizia
  • Di Il Fatto Quotidiano
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“Non è escluso che questo sia l’inizio di una via d’uscita, ecco”. Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione 2 agosto che rappresenta i parenti delle vittime della strage di Bologna, è abituato a guardare al labirinto delle storie di terrorismo nero sapendo che ci si può perdere tra richieste di archiviazioni, fascicoli avocati, verità processuali che solo a distanza di oltre 40 anni hanno cominciato a coincidere con quella storica. E così l’incredibile motivazione con cui il giudice per le indagini preliminari di Firenze, Angelo Antonio Pezzuti, ha archiviato il 25 febbraio scorso la posizione di Paolo Bellini nell’ambito dell’indagine stralcio sulla strage dell’autobomba di via dei Georgofili il 27 maggio 1993, non sembra stupirlo ma lo “preoccupa tantissimo“. “Forse quel giudice non ha letto assolutamente le carte processuali di Bologna. Forse poteva fare un piccolo sforzo e leggere anche quelle carte lì”. Bellini, condannato in primo e secondo grado all’ergastolo per l’eccidio della stazione, è in attesa della Cassazione. La sua difesa ha depositato il ricorso lo scorso 19 febbraio.

Nelle “carte di Bologna”, atti processuali e due sentenze di condanna all’ergastolo, c’è la figura dell’aviere, killer a pagamento ed ex terrorista di Avanguardia Nazionale, e “si può archiviare Bellini, ma non con quella motivazione là” ovvero che Bellini non abbia avuto legami con l’estrema destra, dice Bolognesi. Relazioni pericolose ammesse, in qualche modo rivendicate come del resto la vicinanza al Msi e di essere stato un infiltrato “per conto del senatore Mariani dell’Msi e di Almirante, per cercare di sapere se c’erano persone collegate all’estremismo duro, perché la politica di Almirante si stava incamminando verso una destra diversa”.

Per questo Bolognesi pensa che ci sia stato come un lavoro di sottrazione: “Il gip probabilmente non si è sforzato di mettere le cose insieme. Non vorrei che si stiano preparando degli argomenti da sottoporre alla Cassazione. Anche il processo di secondo grado per Bellini è stato devastante. La difesa ha portato delle prove che hanno fatto la fine che si meritavano. Poi io parlo non come avvocato, ma come vittima e ho seguito i processi, una cosa assurda. Come il comportamento di questi avvocati che, cercando di confondere le acque, alla fine hanno fatto una figura barbina”. Mentre si avvicina il 45º anniversario del massacro della sala d’aspetto di seconda classe – 85 morti e oltre 200 feriti – questo documento che arriva da Firenze sembra portare scompiglio in un percorso giudiziario che – avviato con l’avocazione del fascicolo da parte della procura generale di Bologna – ha portato a completare quasi del tutto la storia giudiziaria della strage del 2 agosto. Del resto “Bellini è l’individuo su cui ci sono più prove documentali, anche più di Cavallini” . E poi, ricorda sempre Bolognesi, “ha minacciato più volte di parlare, in aula ha detto io lavoravo per Mori (Mario, ex comandante del Ros), io lavoravo per questi, nessuno l’ha smentito, nessuno”.

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Il Fatto Quotidiano

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