Biathlon, la Wierer saluta da regina nella "sua" Anterselva: quinta nella Mass Start. "Bellissimo chiudere così"

  • Postato il 21 febbraio 2026
  • Di Virgilio.it
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L’ultima recita è stata emozionante, avvincente, un po’ come quelle storie che sanno di finire proprio nel momento giusto al posto giusto. E se fosse arrivata una medaglia poco o nulla sarebbe cambiato, perché la legacy e l’eredità di Dorothea Wierer sono lì che parlano per la più grande biathleta che la storia italiana ha mai potuto ammirare. Una fuoriclasse assoluta che ha saluto il mondo del biathlon nella “sua” Anterselva, chiudendo al quinto posto una Mass Start nella quale non partiva certo con i favori del pronostico, ma nella quale ha dimostrato una volta di più che la classe non ha età. Perché a 36 anni molte sue colleghe sono già “in pensione” da un pezzo. Non Doro, che anche nell’ultima gara della carriera ha risposto presente.

A un solo tiro dal podio, ma Doro è comunque felice così

Un errore di troppo al poligono l’è costato un posto sul podio, ma l’affetto e il grande abbraccio ricevuti dopo la gara ricompensano ogni fatica. Dopotutto Dorothea, che è arrivata fino a Milano-Cortina solo perché si sarebbe corso sulla pista vicino casa, ha portato comunque a casa l’argento nella staffetta mista, una ragione valida per esserci stata e aver tenuto botta così tanto.

L’ultima gara del programma olimpico del biathlon se l’è portata a casa (tanto per cambiare) la Francia, con Oceane Michelon che al netto dei due errori al poligono ha preceduto Julia Simon, che di errori ne ha commesso soltanto uno, ma che sugli sci è andata un po’ più piano, chiudendo a 6 secondi di ritardo. A sorpresa, Tereza Vobornikova (Repubblica Ceca) ha trovato un bronzo davvero inatteso, lucrando sull’unico errore commesso nella prima sessione di tiro a terra, rischiando anche di giocarsela fino all’ultimo per l’argento.

Agne Magnusson non ha commesso alcun errore e ha chiuso al quarto posto, appena davanti a Wierer, che ha pagato un errore in piedi nel secondo poligono e uno a terra nel terzo, riuscendo però nel finale a uscire con un 5/5 e a rilanciarsi fino a chiudere a 30 secondi dalla testa.

Il grazie di Wierer: “Non potevo chiedere di meglio”

“E’ stato un bellissimo momento, non mi aspettavo tutto questo affetto da parte dei tifosi”, ha commentato Dorothea a fine gara. “È stato bello vedere la mia famiglia, i miei amici presenti in tribuna. Un momento speciale, secondo me non potevo finire meglio. Mi aspettavo ciò, però non così tanto. È stato un bel momento e finire quinta mi ha permesso di concludere decentemente. Sono orgogliosa di questo risultato, più che altro perché non volevo arrivare ultima, ma nel biathlon non si sa mai. A un certo punto ero davanti e ho pensato ‘che bel momento, voglio godermelo’ perché sono sempre cinque giri, quattro poligoni ed essere lì davanti è sempre bello”.

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Un mazzo di fiori dopo il traguardo è stato l’omaggio delle rivali di una vita. “Un pensiero davvero carino. Adesso posso dirlo: sono stata contenta di aver allungato la mia carriera sino alle olimpiadi, perché vedendo tutti i tifosi e le persone che sono venute qui oggi credo che sia valsa la pena. Ovviamente è stato un viaggio impegnativo, molto lungo, e sono contenta di finire proprio così, a casa mia. Non potevo immaginarmelo più bello.

Il loro affetto vale di più ogni medaglia perché è bello festeggiare un po’ i risultati, però in questi anni la cosa più bella è aver conosciuto delle bellissime persone che sono diventati amici e con cui ho passato dei momenti bellissimi. Ho sempre cercato di impegnarmi al massimo, di non mollare mai, e credo di averlo dimostrato con i fatti, non solo a parole. Spero solo che i giovani potranno apprendere tanto dal mio percorso”.

Vittozzi, finale amaro. Ma domani sarà portabandiera

L’ultima gara di biathlon non ha sorriso a Lisa Vittozzi, 18esima con 4 errori al poligono (due nell’ultima serie in piedi) che l’hanno tenuta a debita distanza dalla zona medaglie. “Onestamente mi sono sentita abbastanza bene, ma ho sbagliato troppo. Nell’ultimo poligono ho fatto all in e non è andata bene.

Ero abbastanza incredula quando ho saputo del mio ruolo da portabandiera: non mi è mai successo un incarico del genere ed è stato molto emozionante, non vedo l’ora di godermelo. Da questi Giochi mi porto a casa tante emozioni e tanta esperienza in più: volevo arrivare qui al mio meglio con l’obiettivo di conquistare un oro e ci sono riuscita.

Il mio futuro lo deciderò in primavera, dopo un bel po’ di ferie. È stato molto difficile arrivare fin qui ed ora ho bisogno di un po’ di tempo. Nel futuro spero che ci siano altri giovani pronti a crescere”.

Autore
Virgilio.it

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