Berrettini e Musetti, l'aria di Miami per ritrovare continuità: "4 italiani in top 20? Giochiamo di squadra"
- Postato il 17 marzo 2026
- Di Virgilio.it
- 2 Visualizzazioni
Eravamo tutti concentrati ad assistere alla rinascita sportiva di Sinner che quasi non ci si è resi conto del fatto che in top 20 l’Italia ha portato ben 4 tennisti. “Una cosa così è impressionante, pensando poi a dove eravamo solo una manciata di anni fa”, s’è lasciato scappare Matteo Berrettini. Che dei “fantastici 4” in top 20 avrebbe strameritato di far parte a prescindere, e che invece deve osservare la fioritura del tennis italiano d’alto rango da distanza rilevante, tanto che tra una settimana rischia addirittura di ritrovarsi fuori dalla top 100 mondiale. Dove era entrato proprio 8 anni fa per la prima volta, quando l’orizzonte della racchetta tricolore era ben più cupo.
- Matteo, il precursore della generazione dorata
- A Miami tanti bei ricordi: "Qui il feeling è sempre stato ottimo"
- Musetti, in Florida un altro test: "Devo ritrovare un po' di slancio"
Matteo, il precursore della generazione dorata
Berrettini l’ha ricordato a pochi giorni dal via del Masters 1000 di Miami, dove dovrà difendere i 190 punti conquistati raggiungendo i quarti di finale nella passata edizione (sconfitto da Taylor Fritz al terzo set). “Quando venni convocato per la prima volta in Davis, nel 2018, ero il quinto giocatore della squadra. Davanti c’erano Fognini, Volandri, Lorenzi e Seppi, ma con classifiche ben diverse.
Adesso vedere 4 ragazzi così in alto è qualcosa di incredibile: stiamo vivendo un momento generazionale unico, frutto anche di un grande lavoro di squadra, perché tutti ci aiutiamo l’uno con l’altro e ci sproniamo a vicenda per migliorare e crescere in ogni contesto. Spesso mi sono allenato con Musetti, con Darderi, con Cobolli, con Sinner, e alla lunga si creano legami forti che vanno oltre la semplice rivalità che c’è sul campo.
E poi la federazione non c’ha fatto mai mancare niente, investendo tanto anche nei tornei Challenger e sulla crescita dei giovani”. Berrettini di questa nidiata di talenti è stata una sorta di precursore, ma adesso sente di dover fare qualcosa per riuscire a rimettersi in pari con i compagni.
A Miami tanti bei ricordi: “Qui il feeling è sempre stato ottimo”
Matteo è già volato a Miami, dove debutterà contro Alexandre Muller, mai affrontato prima, e dove sa di doversi ritrovare per alzare un po’ di più l’asticella. “Ho bisogno di continuità, anche se le due partite giocate a Indian Wells mi sono servite per fare passi avanti importanti. Contro Mannarino credo di aver giocato veramente bene, tenendo anche fisicamente in un contesto molto elevato. Contro Zverev ho fatto un po’ più fatica, ma pensando che in California non sono mai andato forte ho comunque raccolto buone informazioni”.
Miami lo aggrada di più, ripensando anche alla vittoria dell’anno passato su de Minaur. “Arrivo carico perché mi piace tutto di questo appuntamento, e quel feeling l’ho sentito appena ho rimesso piede in Florida. Mi porto dietro tanti buoni ricordi della scorsa edizione e spero che possano aiutarmi a crescere ancora. Ho bisogno di energia buona: il ranking adesso non mi interessa molto, ho bisogno piuttosto di ritrovare continuità e sensazioni, che è ciò che è venuto meno negli ultimi anni”.
Musetti, in Florida un altro test: “Devo ritrovare un po’ di slancio”
A Miami spera di dare un bel colpo di pedale anche Lorenzo Musetti, che approfittando anche dell’assenza di Djokovic potrebbe realmente ambire a scavalcare in classifica (ma servirebbe almeno un ingresso in finale). Il serbo un anno fa gli sbarrò la strada agli ottavi, stavolta Lorenzo proverà a spingersi un po’ più in là. “Dopo il problema che ho accusato a Melbourne so di doverci andare ancora un po’ cauto con i proclami, perché il processo di ripresa richiede tempo”, spiega il toscano.
“Indian Wells è stato più un test che un torneo vero e proprio, Miami mi servirà per capire un po’ di cose in più, senza però alzare troppo l’asticella delle aspettative. Il tabellone è invitante? Forse, ma meglio pensare a una partita alla volta. Quando stai fermo un mese le sensazioni che hai sulla racchetta sono diverse, devo togliere un po’ di fango e ricominciare dalla base”. Anche perché poi arriva il rosso, terreno di caccia storicamente prediletto di Musetti.
Che riguardo alla top 20 con 4 azzurri si dice “emozionato, perché con Jannik, Flavio e Luciano ci conosciamo da una vita, e condividere tutto questo è bellissimo. Ripenso ai tanti viaggi fatti per andare a giocare i tornei giovanili prima, poi Futures e poi i Challenger… e poi le battaglie nel circuito professionistico. Il fatto di aver condiviso così tanto assieme ci porta a spingerci l’uno con l’altro e a trovare la parte migliore di ognuno di noi. Ci sproniamo a vicenda: è il bello dello sport e dell’amicizia”. L’obiettivo di Lorenzo è dunque più a lunga gittata: “Vorrei tornare a vincere un torneo quest’anno, ma so che servirà tempo. Miami è solo un passo per avvicinarmi all’obiettivo”.