Berlino e Roma si allineano sulla cooperazione industriale. Ecco come
- Postato il 23 gennaio 2026
- Esteri
- Di Formiche
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Mentre a Villa Pamphilj gli esecutivi italiano e tedesco affrontavano i temi più politici del vertice bilaterale, il Forum imprenditoriale Italia-Germania ha fatto incontrare gli esponenti delle categorie produttive di entrambi i Paesi.
Aprendo il Forum, Antonio Tajani, ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha sottolineato il ruolo centrale dell’iniziativa come piattaforma di dialogo tra imprese e istituzioni e indicatore della solidità del partenariato italo‑tedesco. Tajani ha ricordato che oltre 500 imprese sono registrate all’evento, un segno “di un partenariato forte, solido e proiettato verso il futuro”, dove Italia e Germania – prime economie industriali dell’Unione Europea – condividono una visione di crescita competitiva e orientata all’export. Ha inoltre richiamato l’importanza dell’accordo Mercosur per l’Italia, previsto portare un incremento di 14 miliardi di euro alle esportazioni italiane, e la necessità di una strategia comune sulle materie prime critiche, con l’obiettivo di evitare dipendenze unilaterali su fornitori esterni.
La ministra federale per gli Affari Economici e l’Energia della Germania, Katherina Reiche, ha posto l’accento sulla dimensione strutturale delle relazioni economiche italo-tedesche e sull’importanza di rafforzare la cooperazione industriale per affrontare le sfide globali. “Quest’anno celebriamo i 75 anni delle relazioni diplomatiche tra Italia e Germania”, un rapporto che oggi vale 147 miliardi di euro di interscambio commerciale. Nel delineare le priorità, ha sottolineato la necessità di fare progressi su alcuni settori chiave: “Anche quest’anno dobbiamo fare ulteriori passi avanti sulle materie critiche, sul rafforzamento delle nostre Pmi e sull’industria”. Il ministro ha inoltre posto l’accento sulle principali aree di cooperazione industriale tra i due Paesi, indicando settori come automotive, siderurgia, farmaceutica, energia e infrastrutture come centrali per la competitività europea.
Il ministro federale degli esteri tedesco, Johann Wadephul, ha richiamato l’importanza di una posizione europea forte sul fronte economico e politico. “L’Europa deve mantenere il suo cuore industriale, ed è compito di Italia e Germania che la politica europea guardi a ciò come una priorità”. Riguardo alle relazioni esterne, Wadephul ha osservato che è “importante mantenere delle relazioni solide con gli Stati Uniti” e che, al contempo, è necessario mostrarsi uniti e decisi nel contesto internazionale. “È necessario dimostrare che siamo disposti ad agire insieme e in modo forte”. Facendo eco a Reiche, anche il ministro degli esteri di Berlino ha toccato il tema dei materiali critici. “Non possiamo accettare che la Cina da sola possa determinare i prezzi”.
“Il 2026 deve essere l’anno delle grandi riforme economiche e industriali della nostra Europa”. Così Adolfo Urso, ministro per le imprese e il made in Italy. “Anche per accogliere il messaggio che è emerso con forza dal vertice mondiale di Davos: l’assoluta necessità che l’Europa persegua una propria politica sulla difesa, sulla sicurezza, sull’energia, sull’economia, sui mercati, con l’obiettivo di raggiungere la sua autonomia strategica”. Urso ha poi sottolineato la necessità di maggiori politiche industriali comuni. “Questa mattina abbiamo firmato altri due accordi e dichiarazioni: uno sulle materie prime critiche, che sono a fondamento della nostra autonomia strategica, e l’altro su come indirizzare investimenti comuni delle nostre imprese per far crescere sempre più campioni europei”.