Bce, Lagarde: pronti a cambiare linea a qualunque riunione Consiglio
- Postato il 25 marzo 2026
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Il Quotidiano del Sud
Bce, Lagarde: pronti a cambiare linea a qualunque riunione Consiglio
Roma, 25 mar. (askanews) – La presidente della Bce, Christine Lagarde apre di fatto alla possibilità di un rialzo dei tassi di interesse – in risposta alla crisi dei prezzi dell’energia innescata dalla guerra in Iran – già alla riunione del Consiglio direttivo del 7 e 8 aprile. All’istituzione monetaria ‘siamo preparati, se appropriato, ad effettuare cambiamenti alla nostra linea a qualunque riunione’. E’ il messaggio chiave più netto e chiaro, tra quelli lanciati nel suo intervento alla conferenza annuale a Francoforte tra gli osservatori dell’istituzione (The Ecb and its Watchers), organizzata dall’Università Goethe.
Lagarde non si è sbilanciata, mantenendo un atteggiamento cauto su quella che sarà la possibile reazione monetaria. Ha spiegato che dipenderà da intensità e durata della crisi, visto che questi due fattori sono cruciali per determinarne le ricadute in termini di inflazione generale. ‘Non agiremo prima di avere informazioni sufficienti sulla portata e la persistenza dello shock’.
Ma al tempo stesso ‘non ci lasceremo paralizzare dall’esitazione – ha avvertito -: il nostro impegno a garantire il 2% di inflazione sul medio termine è assoluto’. L’ipotesi che lo shock energetico sia soltanto limitato e temporaneo, cosa che potrebbe anche evitare una reazione monetaria sui tassi, sembra allontanarsi, visti gli attacchi a impianti chiave di gas e petrolio nell’area produttiva chiave in Medio Oriente. All’opposto, se i problemi si rivelassero più acuti e duraturi, anche la reazione monetaria sarà ‘energica’, ha avvisato.
Lagarde ha iniziato il suo intervento rilevando come se non ci fosse stata la guerra in Iran, al recente Consiglio direttivo ‘avremmo rivisto al rialzo le nostre previsioni di crescita e al ribasso quelle di inflazione’. Invece la Bce ha appena fatto il contrario e ‘stiamo fronteggiando una profonda incertezza sul percorso dell’economia’.
‘Il messaggio principale che voglio inviare oggi – ha detto – è che la nostra risposta sarà basata sulla nostra strategia monetaria, che è ben equipaggiata per farci attraversare l’incertezza attuale’. La presidente ha affermato che innanzitutto bisogna valutare la natura, la mole e la persistenza dello shock prima di prendere decisioni. Secondo, bisogna valutare tutto il panorama di rischi, non solo lo scenario di base. Terzo, bisogna considerare come calibrare le opzioni per rispondere, che dipende da intensità e durata dello shock.
‘I precedenti storici suggeriscono che nell’area euro il rischio di ampie ricadute da shock energetici sono l’eccezione piuttosto che la regola. Quando gli shock sono ridotti per intensità e durata, come avviene la maggior parte dei casi, il loro impatto inflazionistico tende a restare nell’ambito della componente energetica’. Ma due componenti cambiano questa dinamica appunto: l’intensità e la durata dello shock.
Il raffronto evidente è con quanto avvenuto nel 2022 dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Allora i prezzi del petrolio hanno raggiunto un picco attorno a 130 dollari, ‘paragonabile a livello di oggi. Ma i prezzi del gas hanno raggiunto livelli molto più alti di quelli che abbiamo visto finora: 340 euro per megawatt/ora nell’agosto del 2022, a fronte di circa 60 euro oggi’.
Inoltre, ‘oggi il quadro economico è più favorevole. Non si presentano pressioni sulla domanda. L’impatto degli shock sul lato dell’offerta sono stati considerevolmente inferiori.
L’eurozona è in una ripresa moderata, senza gli squilibri di domanda che hanno caratterizzato il 2022. La disoccupazione è bassa e non si fronteggiano acute carenze di posti di lavoro.
Infine le politiche di bilancio sono meno espansive. Nel 2022 i tassi della Bce erano allo 0,5% e mentre l’istituzione proseguiva gli acquisti di titoli’, il deficit di bilancio aggregato dell’eurozona era oltre il 5% e oggi si attesta attorno al 3%.
Al tempo stesso ‘ci sono motivi per esercitare vigilanza’, ha avvertito Lagarde. Ha citato l’allarmismo dell’Agenzia internazionale dell’energia, guidata dal turco Fatih Birol che ha definito la crisi attuale come la più grave nella storia sull’approvvigionamento di petrolio. E ha menzionato gli attacchi a impianti chiave della regione. Tutto questo ‘fa diminuire le probabilità di una rapida normalizzazione’, ha detto.
Intanto le scorte globali di petrolio stanno calando e i cargo di gas naturale liquefatto (Gnl) non possono attraversare lo stretto di Hormuz, salvo quelli di alcuni Paesi più vicini al regime degli ayatollah di Teheran. ‘Quindi fronteggiamo una situazione in cui se lo shock rimane contenuto ai mercati energetici, potremmo avere un effetto limitato sull’inflazione più ampia. Ma se dovesse intensificarsi o persistere, il trasferimento potrebbe accelerare’.
La presidente Bce ha citato due elementi chiave per la risposta monetaria. Il primo è l’agilità. ‘Oggi siamo preparati, se appropriato, ad effettuare cambiamenti alla nostra linea qualunque riunione’ del Consiglio direttivo. E questo appare, come giù detto, il messaggio centrale dell’intervento, che quindi non esclude una prima mossa sui tassi di interesse già al Consiglio di aprile.
Il secondo elemento è la focalizzazione sui rischi. Data l’ampia gamma di possibili scenari ‘è essenziale identificare prima possibile quando lo shock rischia di ampliarsi. Questo – ha detto – significa monitorare attentamente gli indicatori che possono anticipare la durata e la portata dell’effetto indiretto e degli effetti di secondo livello’ dello shock.
Bisognerà naturalmente osservare gli sviluppi sui mercati delle materie prime, ma anche da come si trasmette lo shock a lavoratori, imprese e bilanci pubblici. ‘Se le imprese aumentano i loro prezzi di vendita in maniera sproporzionata, come abbiamo visto nel 2022, potrebbe innescarsi una risposta equivalente da parte dei lavoratori. Quindi guarderemo attentamente le aspettative di prezzi delle imprese – ha proseguito – e le indicazioni dettagliate sui cambiamenti, così come guarderemo attentamente gli indicatori sui salari’.
E si valuteranno anche i rischi sul versante opposto, quelli sulla debolezza della crescita che possono frenare la domanda o limitare la capacità dei lavoratori di rivenditori aumenti salariali. ‘Finora la fiducia dei consumatori in Europa è caduta in maniera più pesante che a seguito degli attacchi dell’11 settembre o che dopo la guerra in Kuwait nel 1990, ma non così duramente come durante l’invasione russa dell’Ucraina’.
Sulla Risposta monetaria, Lagarde ha descritto tre scenari. Il primo è che se lo shock è limitato e di breve durata, sostanzialmente si può anche soprassedere. Se invece c’è un trasferimento più ampio a ma non molto persistente di deviazione in termini di obiettivo di inflazione ‘potrebbero essere opportuni alcuni aggiustamenti della linea’. Infine, se la Bce si attendesse che l’inflazione possa sforare in maniera rilevante e persistente dal suo obiettivo del 2% ‘la risposta dovrà essere inevitabilmente energica e persistente’.
Oggi come oggi ‘è troppo presto per dire in quale scenario ci troveremo. Fortunatamente possiamo valutare la situazione attentamente, perché stiamo entrando in questo shock da un buon punto di partenza. La (nostra) linea è ampiamente neutrale, l’inflazione è stata all’obiettivo per circa un anno e le aspettative di lungo termine di inflazione sono ben ancorate. Nel periodo in avanti le informazioni ché perverranno ci daranno maggiore chiarezza su come sia probabile che il conflitto si evolva e su come risponderà l’economia. Monitoreremo gli sviluppi attentamente e fisseremo la linea monetaria come appropriato per raggiungere il nostro obiettivo’, è un altro messaggio chiave lanciato.
Ad ogni modo ‘non siamo nella stessa posizione in cui ci trovavamo quattro anni fa’ con la crisi sulla guerra in Ucraina.
E ‘abbiamo una strategia costruita per un mondo con maggiore incertezza. Abbiamo un gamma modulabile di opzioni di risposta e ci troviamo in una migliore posizione se dovessimo trovarci nella necessità di agire’.
‘Non agiremo prima di avere informazioni sufficienti sulla portata e la persistenza dello shock e sulla sua propagazione. Ma non ci faremo paralizzare dall’esitazione – è l’altro messaggio chiave lanciato da Lagarde -: il nostro impegno a garantire il 2% di inflazione sul medio termine è incondizionato’. (di Roberto Vozzi).
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