Basta Beagle in laboratorio: la sentenza cambia tutto

  • Postato il 19 marzo 2026
  • Italia
  • Di Libero Quotidiano
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Basta Beagle in laboratorio: la sentenza cambia tutto

Lo dice secco, chiaro, senza l’ombra di un dubbio, il tar del Lazio, mentre (ri)sospende per sei mesi le sperimentazioni di un’azienda farmaceutica su alcuni cani. Lo scrive, nero su bianco, sollecitato da una richiesta della Lav, ossia della Lega antivivesezione, forte addirittura della Costituzione (ché l’articolo nove promuove sì il progresso scientifico ma ricorda anche che «la legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali»): «Il dolore dei cuccioli prevale sulla ricerca». La sentenza è di Roma, il caso di Verona. Un laboratorio (quello dell’Aptuit che fa capo al gruppo multinazionale Evotec), centinaia di cani (tutti beagle, bellissimi, con gli occhioni grandi e il manto rado, le orecchie cascanti ai lati del musetto), un piano per esperimenti di telemetria cardiovascolare sulla sicurezza farmacologica (che per carità, sempre viva la scienza che si rinnova, epperò a che prezzo?) e poi l’associazione animalista che interviene, si fa sentire, non si arrende e ricorre in quello che è a tutti gli effetti un procedimento giudiziario che dura da cinque anni. È il 2021, infatti, quando, per la prima volta, la Lav denuncia la situazione: in quel laboratorio veneto, sostiene, ci sono sia cani che scimmie e macachi.

L’anno dopo la procura sequestra cinquanta esemplari, ma è solo l’inizio di una vicenda complicata, giuridica, ricca di sfaccettature (nel suo filone penale vede addirittura, nel novembre dell’anno scorso, il patteggiamento per sei mesi di reclusione con la pena sospesa dell’ex amministratore delegato dell’azienda accusato di maltrattamento e uccisione non necessitata di animali) e che ora arriva a una svolta. Nella pratica, in realtà, cambia poco (le prime sospensioni sono del 2024, arrivano in concomitanza con l’intenzione del tardi procedere con le verifiche del caso, oggi tecnicamente viene bloccato il rinnovo all’autorizzazione); ma nella sostanza il pronunciamento ha (perla Lav) un sapore di vittoria. «Il dolore, la sofferenza, il distress e più in generali i danni alla salute degli animali impiegati sperimentazione, in quanto ontologicamente irreparabili», spiegano i giudici, «risultano prevalere sulla continuità di un’attività di ricerca che si protrae da anni». La buona notizia è che fino al 22 di settembre (data nella quale andrà in scena la prossima udienza per stabilire «la conformità della normativa vigente e le modalità con cui gli esperimenti vengono condotti») il laboratorio resterà fermo; la notizia un po’ meno buona è che i numeri generali italiani sulle sperimentazioni animali sono assai più ampli.

 

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Sul primo fronte festeggia la Lav: «Gli esperimenti che abbiamo contestato», afferma la Lega, «prevedono procedure altamente invasive che si aggiungono alle asettiche e artificiali gabbie in cui i cani sono costretti a vivere» (dal canto suo Aptuit fa notare che «siamo davanti a una decisione che rischia di pregiudicare cure fondamentali per moltissime persone»). Nel secondo ambito vale quanto ricorda la Lav da tempo (e cioè che il 65% degli animali impiegato nelle sperimentazioni viene utilizzato senza alcun obbligo di ricorrere al “modello animale”) e soprattutto valgono i numeri del ministero della Salute (gli ultimi disponibili sono del 2023): 365.130 animali utilizzati a fini di ricerca scientifica tre anni fa (sì, d’accordo, meno dei 420.506 impiegati nei dodici mesi precedenti e sensibilmente meno degli 777.731 del 2010: però ancora tanti); un discorso particolare proprio per i cani perché, da noi, il loro allevamento a fini sperimentali è vietato dal 2014, quindi quelli che ancora subiscono questo trattamento sono d’importazione; complessivamente un fenomeno che riguarda 216.428 topi, 74.093 ratti, 31.975 polli domestici, 14.385 porcellini d’India, quasi altrettanti (14.311) pesci zebra, 2.013 suini, 1.189 tra salmoni e trote, persino 133 primati non umani la cui cifra scende del 50% rispetto al periodo precedente (un dato positivo, certo, ma che la dice lunga su quanti fossero prima), 450 cani e nessun gatto. Almeno quello.

 

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Libero Quotidiano

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