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Basilicata al Vinitaly. Vino lucano, la burocrazia sa di tappo

  • Postato il 13 aprile 2026
  • Basilicata
  • Di Quotidiano del Sud
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Basilicata al Vinitaly. Vino lucano, la burocrazia sa di tappo

Il Quotidiano del Sud
Basilicata al Vinitaly. Vino lucano, la burocrazia sa di tappo

Il messaggio di Coldiretti Basilicata da Verona, dove ha aperto i battenti il Vinitaly: «Burocrazia sul vino, ora basta». Timori per i dazi degli Usa, dove si esporta una bottiglia su quattro


C’è tanta Basilicata al Vinitaly, manifestazione che ha aperto i battenti ieri, domenica 12 aprile 2026, a Verona e che resterà fino al 15 il miglior termometro nazionale di un mercato, quello del vino, che migliora nonostante tante difficoltà: sono 23 le aziende della Basilicata presenti come espressione delle principali denominazioni regionali, tra cui Aglianico del Vulture DOC, Matera DOC e Terre dell’Alta Val d’Agri DOC.

LA BASILICATA AL VINITALY DI VERONA

A questa edizione numero cinquantotto è numerosa anche la rappresentanza di produttori e soci della Coldiretti di Basilicata, «la principale organizzazione agricola d’Italia e d’Europa» che porta un messaggio chiaro di rappresentanza sindacale insieme ad un ricco programma di eventi, approfondimenti e degustazioni. «È necessario liberare il vino dalle catene della burocrazia, dei dazi e delle etichette allarmistiche – fa infatti sapere la Coldiretti della Basilicata – e recuperare importanti risorse, quantificate in 1,6 miliardi di euro, alle aziende vitivinicole italiane, per continuare a investire sulla qualità, sull’innovazione, sull’enoturismo e sulla promozione nei mercati internazionali».

COLDIRETTI BASILICATA LANCIA L’ALLARME: «LIBERARE IL VINO DALLE CATENE DELLA BUROCRAZIA»

Il settore, in generale, rappresenta da sempre uno dei pilastri dell’economia agroalimentare nazionale, con un fatturato di circa 14 miliardi di euro, 241.000 imprese viticole attive su 681.000 ettari e una forte vocazione alla qualità, con il 78% della superficie dedicata alle indicazioni geografiche. Un primato che si accompagna a una biodiversità sostanzialmente unica al mondo, con centinaia di varietà autoctone.

«DA VINITALY MESSAGGIO RESPONSABILE»

«Dal Vinitaly parte un messaggio positivo e responsabile – aggiunge l’organizzazione agricola lucana- possiamo semplificare concretamente. Per questo oggi più che mai serve fare sindacato per una filiera centrale del Made in Italy. E siamo qui per ribadire come il vino sia parte di quella dieta mediterranea sinonimo di salute, contro cibi ultraprocessati e bevande energetiche che stanno mettendo a rischio la salute dei nostri giovani. È necessario accendere la luce su questo problema che medici e scienziati stanno sollevando in tutto il mondo». Oggi il settore sta affrontando una fase di forte pressione, ma emergono anche segnali di recupero e, soprattutto, un potenziale enorme su cui costruire la ripartenza. La strada è chiara: «Innovazione, qualità e capacità di creare valore», scrive Coldiretti in una nota.

IL TIMORE PER I DAZI USA

Sul fronte internazionale, gli Stati Uniti – che rappresentano circa il 23% dell’export vinicolo italiano – hanno penalizzato le nostre aziende con dazi e condizioni di mercato sfavorevoli. Il 2025 si è chiuso con un calo del 9% in valore, mentre il 2026 si è aperto con flessioni del 35% a gennaio e del 21% a febbraio, con segnali di parziale recupero a marzo. «L’export è fondamentale, noi dobbiamo guardare certamente al mercato Usa ma anche altri accordi come il Mercosur sono cruciali», ha detto ieri, domenica 12 aprile 2026, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenuto al Vinitaly: «Sono ottimista perché siamo riusciti ad ottenere dazi compatibili con la nostra competitività. Ci sono paesi con dazi piu alti e noi possiamo occupare spazi con la qualità del nostro prodotto. Il vino italiano è di altissima qualità quindi anche l’americano è disposto a spender di più per averlo».

I PRESENTI ALL’INAUGURAZIONE DI VINITALY

Erano presenti anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli, Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, il responsabile del Turismo Gianmarco Mazzi e dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. Quest’ultimo si è rivolto a Bruxelles: «Non esiste criminalizzare le nostre produzioni di qualità difenderemo i nostri prodotti, non perchè non vogliamo etichette, anzi le vogliamo piu’ informative possibili, noi non vogliamo etichette allarmistiche che condizionano chi acquista».

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