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Bari, che rimpianto: poteva essere come il Como, invece rischia il trasloco ad Altamura. Nuove proteste contro i De Laurentiis

  • Postato il 9 giugno 2026
  • Di Virgilio.it
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Bari, che rimpianto: poteva essere come il Como, invece rischia il trasloco ad Altamura. Nuove proteste contro i De Laurentiis

La retrocessione in Serie C ha riaperto ferite che a Bari non si erano mai completamente rimarginate. Il finale di stagione ha riportato al centro del dibattito il futuro della società, la gestione della famiglia De Laurentiis e tutte le occasioni che il club avrebbe potuto cogliere negli ultimi anni. In questo contesto assumono un significato particolare le recenti dichiarazioni di Mirwan Suwarso, presidente del Como, che ha confermato come il gruppo Hartono avesse preso in considerazione l’idea di rilevare il Bari nell’estate del 2018. Oggi il confronto tra le due realtà è inevitabile: da una parte il Como protagonista di una crescita straordinaria, dall’altra un Bari ripiombato in Serie C e alle prese con numerose incertezze.

Il retroscena Suwarso che alimenta i rimpianti

Le parole del presidente del Como hanno inevitabilmente riacceso il dibattito tra i tifosi biancorossi. Suwarso ha confermato che nel 2018 il suo gruppo aveva manifestato interesse per rilevare il Bari, individuando nella città pugliese una realtà dal grande potenziale sportivo e turistico. L’idea iniziale era quella di sviluppare un progetto simile a quello poi realizzato sul lago di Como, accompagnato persino da un percorso documentaristico legato al club e al territorio. Alla fine, però, la scelta ricadde sul Como e la storia prese una direzione completamente diversa. Otto anni dopo, mentre i lombardi sono diventati una delle realtà emergenti del calcio europeo, a Bari resta la sensazione di aver perso un treno che avrebbe potuto cambiare il destino della società.

Otto anni dopo il divario è diventato enorme

La crescita del Como rappresenta oggi uno dei modelli più interessanti del calcio italiano. Grazie agli investimenti della famiglia Hartono, il club ha costruito un percorso graduale ma ambizioso che lo ha portato dalle categorie inferiori fino ai palcoscenici internazionali. Il Bari, invece, ha vissuto stagioni caratterizzate da continui alti e bassi, culminate con la recente retrocessione in Serie C. Per molti tifosi il paragone è inevitabile e alimenta ulteriormente il malcontento nei confronti dell’attuale proprietà. Naturalmente nessuno può sapere con certezza come sarebbero andate le cose con una gestione diversa, ma il percorso delle due società offre oggi uno spunto di riflessione che pesa ancora di più dopo il fallimento sportivo dell’ultima stagione.

Nodo stadio: il San Nicola resta la priorità

Oltre alle questioni societarie, il Bari deve affrontare anche il delicato tema legato allo stadio. Entro il 16 giugno il club dovrà completare tutta la documentazione necessaria per l’iscrizione al prossimo campionato di Serie C, indicando l’impianto che ospiterà le gare interne. Al momento proseguono i contatti tra il Comune e la società per trovare un’intesa sul futuro del San Nicola, mentre resta sullo sfondo l’ipotesi di un trasferimento temporaneo ad Altamura. Il “Tonino D’Angelo” rappresenta infatti un piano alternativo già valutato dal club, anche se la volontà condivisa resta quella di continuare a giocare nel capoluogo pugliese. Sullo sfondo rimane inoltre ancora aperta la possibilità di un ripescaggio in Serie B, legata agli sviluppi della situazione della Juve Stabia, elemento che rende la scelta dello stadio ancora più delicata.

La Curva Nord rompe il silenzio e chiama la città alla mobilitazione

Nelle ultime ore è arrivata anche la dura presa di posizione della Curva Nord, che ha diffuso un lungo comunicato rivolto alla città e alle istituzioni. I gruppi organizzati hanno definito la retrocessione il risultato di anni di promesse mancate e occasioni sprecate, ribadendo la necessità di un cambiamento concreto per il futuro del club. Nel mirino non ci sono soltanto la proprietà e la gestione sportiva, ma anche tutti coloro che, secondo gli ultras, avrebbero utilizzato la crisi del Bari per interessi personali o visibilità. Il messaggio lanciato dalla tifoseria è chiaro: servono fatti e non dichiarazioni. Nei prossimi giorni saranno organizzate nuove iniziative pubbliche e la sensazione è che la contestazione nei confronti della famiglia De Laurentiis sia destinata ad aumentare. In una città delusa e ferita, il futuro del Bari continua a rappresentare molto più di una semplice questione calcistica.

Autore
Virgilio.it

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