Balotelli, il declino di un campione Giocherà con un club della B araba
- Postato il 8 gennaio 2026
- Di Panorama
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L’ultima isola di Mario Balotelli è la serie B dell’Arabia Saudita. Il triste declino dell’attaccante che da giovanissimo aveva infiammato San Siro con la maglia dell’Inter e che poi non è mai riuscito a far prevalere il talento calcistico alle sue follie in campo e fuori si conclude a 35 anni con l’All Ittifaq, club della serie B dell’Arabia Saudita di proprietà dell’italiano Pietro Laterza che è anche il proprietario del Chievo Verona (serie D girone B). Il nuovo club di Balotelli gioca in uno stadio da 550 posti, probabilmente se fosse andato al Chievo invece che in Arabia ci sarebbero state più persone ad assistere alle partite di Super Mario. Di lui si diceva che era genio e sregolatezza: doti fisiche impressionanti e tecnicamente fortissimo. Un attaccante eccezionale che si è perso tra i litigi con gli allenatori e le bravate fuori dal campo (le “balotellate” che venivano paragonate alle “cassanate” di Antonio Cassano).
Una carriera buttata
Ci hanno provato in tanti a convivere con il carattere di Balotelli, non c’è riuscito neanche Roberto Mancini che dopo aver lanciato giovanissimo in serie A all’Inter lo portò anche in Premier League al Manchester City. Epocale lo scontro in allenamento tra i due con Balotelli che arrivò a mettere le mani addosso all’allenatore che lo aveva sempre trattato come un figlio. Di occasioni per risalire Balotelli ne ha avute tante: dopo l’esperienza in Premier torna in Italia per indossare la maglia del Milan, la squadra di cui era tifoso da bambino. Due stagioni in rossonero e 26 gol, tutto sommato niente male prima della breve apparizione al Liverpool e il ritorno in Italia, ancora al Milan. Ma l’ultima stagione in rossonero (2015-2016) fu deludente, solo un gol in 20 partite. E qui inizia il peregrinare poco fortunato: due anni e mezzo al Nizza, poi il Marsiglia e di nuovo il ritorno in Italia per ritrovare stimoli a casa sua. Ma a Brescia è un altro flop e non va meglio al Monza, allora un anno in Turchia all’Adana, poi in Svizzera al Sion prima di tornare all’Adana, l’ultima chance gliela dà il Genoa ma finisce male anche qui perchè Vieira che lo aveva avuto al Nizza non lo fa giocare. L’ultima gara col Genoa nel dicembre 2024, poi un anno senza calcio e adesso la serie B araba.
L’illusione azzurra
Balotelli aveva sempre espresso il suo grande amore per la maglia azzurra e Cesare Prandelli lo convoca per l’Europeo del 2012, Mario segna due gol contro la Germania con la famosa esultanza a petto nudo, la carriera sembra a una svolta anche se l’Italia perde la finale con la Spagna. Balotelli sembra avere la fiducia di Prandelli, va ai Mondiali del 2014, segna nella prima partita con l’Inghilterra ma poi delude e con l’eliminazione dell’Italia esplodono le polemiche, una parte dello spogliatoio sarebbe contro di lui. Quando arriva Conte in azzurro per Balotelli c’è poco spazio, una sola convocazione. Di lui si ricorda invece Mancini che dopo 4 anni lo richiama ma solo per due amichevoli.
Che rimpianti
Poteva essere un eroe del calcio italiano, aveva i mezzi per diventare il dominatore del nostro campionato. E invece ha bruciato il suo talento: forse il segnale di quello che sarebbe successo negli anni successivi è l’episodio alla fine di Inter-Barcellona, semifinale di Champions vinta dai nerazzurri di Mourinho) . Era il 20 aprile 2010 e Balotelli entrato in campo nel finale fece arrabbiare i tifosi per due tiri assurdi finiti lontanissimi dalla porta, Mario si offese e dopo essersi tolto la maglia la gettò in terra. Un gesto clamoroso che Mourinho non gli perdonò tanto da non fargli giocare neanche un minuto nella finale di Madrid contro il Bayern. Una punizione dalla quale Balotelli non ha tratto alcuna lezione. Ha continuato a trattare tutti con presunzione e arroganza durante la sua carriera, ha bruciato i suoi anni migliori. E adesso per raccattare ancora soldi va a giocare nella serie B araba. Che peccato.