“Baby Gang era sotto regime di sorveglianza speciale, ma riuscì di nascosto ad arrivare in Iraq per un video coi bazooka, mitra e kalashnikov”: i dettagli dell’ordinanza per il trapper arrestato
- Postato il 18 marzo 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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Emergono dettagli sorprendenti dall’ordinanza che ha portato all’ennesimo arresto per Baby Gang per “gestione e utilizzo di armi, anche da guerra, ricettazione, ma anche rapina e lesioni aggravate” oltre alle violenze subite dalla fidanzata 22enne, che il rapper aveva costretto a lasciare il lavoro e a cancellarsi dai social per occuparsi della casa.
“Tu non hai manco il diritto di parola”. A forza di botte Baby Gang le ha spaccato il setto nasale. “Ti vai a fare male oggi, vuoi andare all’ospedale? (…) ti spaccherei tutta la faccia”, sono solo alcune delle tante minacce contro di lei contenute nell’ordinanza di 151 pagine firmata dal Gip di Lecco Gianluca Piantadosi. Pestaggi ripetuti, scrive ancora il giudice, anche perché la ragazza non gli aveva “preparato la colazione”.
La nuova indagine è scaturita da un’altra, sempre dei Carabinieri e della Procura di di Lecco, che aveva portato ad un ennesimo nuovo arresto a Milano per Baby Gang lo scorso settembre, perché trovato in possesso di un’arma con la matricola abrasa. Una passione, quella delle armi, che già in passato l’aveva messo nei guai quando gli investigatori hanno trovato un mitragliatore AK47, riconducibile alla famiglia Hetem (erano stati arrestati), utilizzato “durante le riprese di alcuni video” di Baby Gang e dell’amico e collega Simba La Rue, che sta scontando condanne definitive.
Il procuratore capo di Lecco, Ezio Domenico Basso e gli investigatori dei Carabinieri hanno accertato nel corso delle indagini l’esistenza di un gruppo organizzato che avrebbe detenuto e fatto circolare diverse armi, alcune delle quali già recuperate e sequestrate, utilizzate anche per vere e proprie spedizioni punitive nei confronti di ‘concorrenti’. Tra gli episodi più gravi contestati, un’aggressione del 15 giugno 2025 quando tre romeni, per gli aggressori colpevoli di essersi fermate a parlare in strada vicino all’abitazione di Baby Gang, sarebbero state bloccati, trascinati all’interno di un ingresso secondario e selvaggiamente picchiati dal rapper e altri cinque.
E il primo gennaio del 2025 Baby Gang e un altro giovane della sua crew avrebbero sparato pure “alcuni colpi in aria” con un kalashnikov nel Lecchese. Il rapper e altri sette indagati sono anche accusati di rapinato una persona per cercare di prendergli un bancomat, un badge e un cellulare.
Baby Gang, scrive il gip nell’ordinanza, ha “costruito un’immagine di persona violenta, senza paura, incline alla violenza e all’uso di armi”, che ha “contribuito ad utilizzare per pubblicizzare la sua immagine pubblica di trapper”, anche nei suoi video musicali. Da intercettazioni dello scorso luglio emerge inoltre che, nonostante fosse sotto regime di sorveglianza speciale, riuscì “di nascosto ad arrivare in Iraq” dove realizzò “un video ‘coi bazooka, coi mitra, coi kalashnikov'”. Quei video con “armi da guerra”, come un lanciagranate, e “fucili d’assalto” poi postati sui social.
Incurante della misura per pericolosità sociale, scrive il gip, sarebbe anche andato in Marocco e Spagna per concerti. Dalle intercettazioni viene poi a galla l’intenzione di Baby Gang di fuggire all’estero. Di “scappare”, dice il giudice, probabilmente per i suoi tanti problemi giudiziari e le molte ore di lavori socialmente utili che deve fare.
Neanche due settimane fa Baby Gang aveva detto che quella condanna, due anni e 18 mesi per ricettazione, sarebbe stata l’ultima: “ora basta, voglio pensare solo alla musica”. Ma non era così e per il 24enne Zaccaria Mouhib, che gli oltre 3 milioni di followers su Instagram conoscono come Baby Gang, si sono riaperte le porte del carcere.
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