Autovelox non in regola, poco più di 1000 quelli omologati. Rischio valanga ricorsi

  • Postato il 3 febbraio 2026
  • Politica
  • Di Blitz
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“I dati forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti parlano chiaro: a fronte di migliaia di dispositivi installati sul territorio nazionale, sono poco meno di 1.000 gli autovelox effettivamente autorizzati dallo Stato. Un quadro che apre la strada a una vera e propria valanga di ricorsi nei prossimi mesi, con conseguenze rilevanti per cittadini e amministrazioni”. A lanciare l’allarme è il presidente nazionale di Assoutenti, Gabriele Melluso, commentando la situazione legata all’utilizzo di autovelox privi di omologazione definitiva.

Nei giorni scorsi il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha reso noto che: “Su circa 11 mila autovelox informalmente rilevati sul territorio, “solo 3.800 si sono registrati sulla piattaforma” del Mit. Di questi, “poco più di mille rientrano automaticamente nei requisiti di omologazione in fase di adozione”. Il testo “tiene conto degli esiti del censimento degli autovelox”, fornendo “un quadro trasparente e verificabile di tutti gli apparecchi in uso: numero, tipologia, marca, modello e conformità”. Questo iter “fortemente voluto dal ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini per garantire che gli autovelox siano uno strumento utile esclusivamente per evitare incidenti e non per fare cassa”, sottolinea il Mit.

Per Melluso, è necessario “che enti locali, prefetture e Ministero attivino immediatamente un tavolo di confronto istituzionale per fare chiarezza e dare certezze giuridiche. Non si può lasciare un tema così delicato in una zona grigia normativa che penalizza sia i consumatori sia la credibilità delle istituzioni”. Secondo Assoutenti, l’attuale incertezza rischia di produrre un effetto paradossale: “Se passa il messaggio che gli strumenti non sono omologati e che le sanzioni possono essere facilmente annullate, il deterrente degli autovelox viene meno. Il rischio concreto è che molti automobilisti, sentendosi “coperti”, possano decidere di viaggiare oltre i limiti di velocità, con evidenti ricadute sulla sicurezza stradale”. “Gli autovelox – conclude Melluso – devono essere uno strumento di prevenzione e tutela, non un mezzo per fare cassa né tantomeno una fonte di contenzioso infinito. Servono regole chiare, strumenti pienamente legittimi e trasparenza totale. Solo così si può tutelare davvero la sicurezza sulle strade e i diritti dei consumatori”.

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Blitz

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