L’autopsia ha confermato le cause della morte di Maria e Pasquale Carlomagno, genitori di Claudio Carlomagno, reo confesso del femminicidio della moglie Federica Toruzllo ad Anguillara Sabazia. I primi risultati dell’esame medico-legale indicano che i due coniugi sono morti per asfissia da impiccagione. L’autopsia è stata eseguita presso l’Istituto di medicina legale dell’Università La Sapienza di Roma e, come previsto dalla prassi, sono stati effettuati anche i prelievi per gli esami tossicologici. I corpi erano stati trovati nel tardo pomeriggio di sabato all’interno della villetta di famiglia.
La morte dei genitori di Carlomagno rappresenta un nuovo e drammatico capitolo nell’inchiesta sul femminicidio della 41enne, uccisa dal marito lo scorso 9 gennaio. I pm di Civitavecchia hanno disposto il sequestro della villetta dei due coniugi e hanno aperto un fascicolo per istigazione al suicidio, con l’obiettivo di ricostruire il contesto che ha portato Mla coppia al gesto estremo. I due avrebbero lasciato un messaggio indirizzato all’altro figlio, Davide, nel quale spiegano le ragioni della loro decisione.
Proprio Davide ha lanciato l’allarme dopo aver trovato la lettera d’addio nell’appartamento romano dove aveva ospitato i genitori per alcuni giorni. Sotto la lente dei carabinieri c’è in particolare lo scritto lasciato dalla madre Maria, ex assessora al Comune di Anguillara Sabazia, e dal padre Pasquale. Nel messaggio, secondo quanto emerge, si farebbe riferimento anche alla “gogna” social a cui la famiglia sarebbe stata sottoposta dopo l’omicidio di Federica Torzullo. Non è escluso che la procura possa avviare ulteriori accertamenti sui messaggi di odio comparsi sui profili social dei due coniugi, nel tentativo di risalire agli autori.
Intanto prosegue l’inchiesta sul femminicidio. I carabinieri del Nucleo investigativo del reparto territoriale di Ostia effettueranno un sopralluogo nella villetta di Anguillara Sabazia dove Claudio Carlomagno ha ucciso la moglie, per svolgere una serie di accertamenti irripetibili. Le verifiche saranno estese anche all’azienda dell’uomo. Sempre domani è previsto l’esame della centralina dell’autovettura di Carlomagno, per ricostruire i suoi spostamenti la mattina del delitto. Le attività investigative puntano anche al recupero del coltello indicato dallo stesso Carlomagno come arma del delitto. Nella sua confessione, l’uomo ha raccontato di averlo gettato in un canale lungo via Braccianese. Finora, però, le ricerche condotte dal Nucleo subacquei di Roma non hanno dato esito.
Sempre nella giornata di mercoledì alle 11, si terrà davanti al Tribunale per i minorenni di Roma, in via dei Bresciani, l’udienza per l’affidamento del figlio minorenne della vittima. Il giudice dovrà decidere se il bambino verrà affidato ai nonni materni oppure collocato in una struttura protetta. Il minore non è più rientrato nella casa di famiglia da quando, la sera precedente all’omicidio, il padre lo aveva accompagnato a casa dei nonni materni.
Claudio Carlomagno aveva ammesso il femminicidio nel corso dell’interrogatorio di convalida del fermo, raccontando di aver ucciso la moglie la mattina del 9 gennaio colpendola con 23 coltellate. Dal carcere l’uomo si è detto “pentito” per quanto accaduto. Ha ricevuto la visita del suo avvocato, che lo descrive in uno stato di forte turbamento: “È provato, consapevole e chiede notizie del figlio”. Da giorni è seguito dall’equipe di psicologi della struttura penitenziaria ed è sottoposto a controllo a vista.