Australian Open, Wawrinka ha stretto un patto col tempo. Tsitsipas e l'infortunio a calcio. Bolelli/Vavassori, è crisi
- Postato il 22 gennaio 2026
- Di Virgilio.it
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Il primo pensiero dopo aver battuto Arthur Gea non è stato per qualcuno, quanto piuttosto per qualcosa: “Che ne dite, me la merito una birra?”. Stan Wawrinka è fatto così: impulsivo quanto basta, esplosivo quando serve. Soprattutto dalle parti di Melbourne, il torneo dove ha scritto probabilmente la pagina più bella della sua carriera con la vittoria del 2014 in finale contro Nadal, e dove in questi giorni si sta godendo l’ultima apparizione nell’Happy Slam, visto che ha già annunciato che a fine anno chiuderà col tennis professionistico. Ma non prima di aver regalato altre meravigliose imprese, per sé e per chi lo segue sempre con ammirazione.
- Stanimal non vuol smettere di stupire: "Preparato alle battaglie"
- Tsitsipas, un palleggio di troppo: "Due giorni fa non camminavo..."
- Bolelli e Vavassori hanno perso il tocco magico
Stanimal non vuol smettere di stupire: “Preparato alle battaglie”
Quella con Gea è stata soltanto l’ultima perla in ordine di tempo. Prossimo a compiere 41 anni (tra due mesi), spingersi al quinto set dovrebbe rappresentare un limite, e invece Wawrinka ha dimostrato che più passavano i minuti e più si sentiva forte. Alla fine è rimasto in campo 4 ore 33 minuti, ma gli ultimi due set se l’è portati a casa, e con loro la qualificazione al terzo turno contro Taylor Fritz, che di questi tempi non è neppure il peggiore degli avversari che si possano incrociare lungo il cammino (occhio al ginocchio destro dell’americano, già sollecitato a dovere in questo primo scorcio di stagione).
Era dal 1978 che un over 40 non raggiungeva il terzo turno in un torneo dello slam: Ken Rosewall appartiene decisamente a un’altra epoca, ma Wawrinka sembra essere eterno. “Non essendo più giovanissimo, ho bisogno anche dell’energia del pubblico australiano. Dio solo sa quanto ho lavorato durante la off season per farmi trovare pronto fisicamente, perché per me questo non è un anno di addio al tour, ma un ultimo anno da vivere come si deve.
Spero di potermi godere quest’ultima apparizione al torneo e restare nel tabellone il più a lungo possibile, anche se sarà complicato riprendermi dalle fatiche di questa partita maratona contro Gea. Vediamo, ma intanto posso solo dire che è tutto bellissimo”.
[iol_placeholder type="social_twitter" url="https://x.com/AustralianOpen/status/2014273893679145314" profile_id="AustralianOpen" tweet_id="2014273893679145314"/]Tsitsipas, un palleggio di troppo: “Due giorni fa non camminavo…”
Una frase così avrebbe voluta pronunciarla anche Stefanos Tsitsipas, ma al greco ormai certe affermazioni risultato totalmente off limits. La sconfitta al secondo turno con Machac ha posto un’altra volta l’accento su una crisi che non sembra voler conoscere fine. Anche se stavolta Tsitsi la vita se l’è complicata da sola per… una partitella a calcio.
“Tutto vero, mi sono infortunato mentre palleggiavo qui a Melbourne, senza apparente motivo. Ho fatto un movimento scomposto e mi sono procurato uno strappo al muscolo psoas, tanto che per un paio di giorni ho faticato anche a camminare. Il mio team mi aveva consigliato di non scendere nemmeno in campo, io però di tornarmene a casa senza nemmeno aver disputato un incontro non me la sono sentita, e almeno posso dire di averne giocati due. Non ho avuto il coraggio necessario per essere aggressivo contro Machac e alla fine me ne torno a casa con la consapevolezza che sarebbe potuta andare diversamente, ma che per una serie di ragioni non è andata come volevo”.
[iol_placeholder type="social_twitter" url="https://x.com/Zwxsh/status/2014381863637504042" profile_id="Zwxsh" tweet_id="2014381863637504042"/]Per Tsitsipas è la settima eliminazione consecutiva prima del terzo turno nei tornei dello slam, dove non vince due partite di fila dal Roland Garros 2024. “Mi fa rabbia il fatto che sto bene e sto giocando bene, ma i risultati non arrivano. Ho finito le scuse, devo davvero cambiare registro al più presto”.
Bolelli e Vavassori hanno perso il tocco magico
Chi a sua volta ha dovuto fare già le valigie è anche la coppia azzurra di doppio, quella composta da Simone Bolelli e Andrea Vavassori: le due finali perse nelle ultime due edizioni sono già uno sbiadito ricordo, con il ranking che costringerà a pagare una cambiale da 1.200 punti. Il taiwanese Ray Ho e il tedesco Hendrik Jebens hanno azzeccato la partita della vita (6-7 7-6 6-4) e adesso per Chicco e Wave si apre una fase completamente nuova.
“Sinceramente credo che meritassimo di andare più avanti per il gioco che abbiamo espresso in questo periodo dell’anno. La partita c’è sfuggita via di mano un po’ all’improvviso ed è un peccato, perché credevamo di essere in controllo e così non è stato. Lasciamo Melbourne con la consapevolezza di non aver potuto esprimere il nostro miglior tennis, ma che non sia tutto da buttare. Ora andremo a Rotterdam (da campioni in carica), poi a Doha, Dubai, Indian Wells e Miami, cercando di recuperare i punti persi e convinti di essere ancora sulla retta via”.
Ma qualcosa sembra essersi un po’ incrinato nella coppia azzurra, che già nel finale di stagione 2025 qualche crepa l’aveva lasciata intravedere. E a Melbourne, complice anche il campo più veloce del solito, il dazio da pagare è stato elevato.