Australian Open, Sinner ritrova Shelton ai quarti: l’incredibile serie della ‘classica’ che sorride a Jannik
- Postato il 26 gennaio 2026
- Di Virgilio.it
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Chiamatela pure la “classica” del circuito: Sinner contro Shelton viene bene per tanti motivi, vuoi per un discorso anagrafico (Jannik è di un anno più “anziano”), vuoi perché riescono spesso e volentieri ad arrivare fino ai turni che contano nei tornei dove vanno a giocare. E non fa eccezione il primo slam del 2026, ripensando alla semifinale giocata sempre a Melbourne un anno fa, vinta da Sinner come 8 delle 9 sfide giocate tra i due. Con Ben che resta ancorato all’unica vittoria ottenuta contro l’altoatesino, arrivata nel primo scontro diretto sui campi di Shanghai nell’ottobre del 2023. In seguito è stato tutto un monologo a tinte tricolori, con tre vittorie ottenute da Sinner a livello slam, altrettante a livello Masters 1000, una nel feudo di Vienna (500) e l’ultima alle Nitto ATP Finals dello scorso novembre.
- Un ko a Shanghai, poi 8 vittorie di fila per Sinner
- Occhio all'orario: negli USA sperano di giocare nel pomeriggio...
- Ruud parte bene, poi sbaglia troppo: Shelton non perdona
Un ko a Shanghai, poi 8 vittorie di fila per Sinner
Insomma, numeri alla mano non dovrebbe esserci partita: Shelton soffre tremendamente Sinner, tanto che nella striscia aperta di 8 ko consecutivi non è neppure riuscito a portargli via la miseria di un set. Basta questo per ritenere che mercoledì sarà una passeggiata di salute? Guai a pensarlo: l’americano è in costante crescita e in Australia è sempre riuscito a esprimersi con una certa continuità, come dimostra la terza apparizione nelle ultime 4 edizioni nei quarti di finale (nel 2023 perse contro Tommy Paul, lo scorso anno s’impose su Lorenzo Sonego).
È lo slam dove rende meglio, ma è anche quello che gli chiederà il “conto” più salato: sfidare Sinner nei quarti non è il massimo della vita, anche se paradossalmente l’eventuale semifinale contro il vincente della sfida tra Musetti e Djokovic dovrebbe rivelarsi meno complicata (con Musetti vinse lo scorso anno proprio a Melbourne nel terzo turno, con Nole ha giocato solo la semifinale degli US Open 2023, cedendo in tre set, senza più affrontarlo nei due anni successivi).
Occhio all’orario: negli USA sperano di giocare nel pomeriggio…
C’è un’incognita di cui tener conto e che potrebbe dare una mano a Ben: il programma di gare di mercoledì è ancora tutto da stilare, ma non si può escludere a proprio che i due vengano fatti scendere in campo nel pomeriggio australiano, così da favorire soprattutto la visione della partita anche in territorio statunitense nella serata di martedì (in Italia si potrebbe giocare all’alba, ma chiaramente il pubblico americano a livello di numeri ha qualcosa in più rispetto a quello italiano).
Una tesi rilanciata su X anche da Paolo Bertolucci, il che potrebbe comportare qualche insidia in più per Sinner, ripensando ai problemi accusati soprattutto nel match contro Spizzirri. Secondo il talent di Sky Sport, Tennis Australia potrebbe programmare come primo quarto di finale di giornata la sfida tra Jannik e Ben e poi lasciare nella finestra serale di Melbourne l’altro quarto, quello tra Musetti e Djokovic. Per ora è un’ipotesi, ma da considerare come probabile.
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A corroborare la tesi c’è un altro dato: Shelton contro Ruud ha giocato nella sessione serale, rimontando dopo aver ceduto per 6-3 il primo parziale. L’ha fatto soprattutto affidandosi alle percentuali con la prima (con la quale ha ottenuto l’83% di punti) e i 55 vincenti (di cui 14 ace) che hanno spazzato via il norvegese a partire dal secondo parziale.
Invero l’americano aveva avuto subito due palle break nel gioco d’apertura dell’incontro, ma i dritti potenti dello scandinavo hanno rimesso le cose a posto e nel quarto gioco è arrivato il break che ha deciso il set, con Ruud chirurgico nel tenere il servizio nei tre giochi successivi concedendo un solo 15 al rivale.
La strategia dello scandinavo funziona, ma nel decimo gioco del secondo set qualcosa s’inceppa: due palle break sanguinose bastano e avanzano a Shelton per ristabilire la parità, e a quel punto la partita cambia padrone, con Ruud che cerca di accorciare lo scambio e Ben che invece guadagna campo e metri. Il break arriva nell’ottavo gioco (ai vantaggi), complice un doppio fallo che costa carissimo al norvegese. Che nel quarto commette troppi errori gratuiti per pensare di poter restare aggrappato a una partita che lentamente gli sfugge di mano, con Shelton che manca 5 palle break, ma alla sesta trova il modo per chiudere i conti.
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