Aula negata dall’Unige a evento di Sinistra Universitaria sul no al Referendum. Il rettore: “Regolamento chiede neutralità”
- Postato il 25 febbraio 2026
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- Di Genova24
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Genova. L’Università di Genova ha negato a Sinistra Universitaria la concessione di un’aula per un dibattito sul referendum dedicato alle ragioni del no con la presenza di magistrati e dell’ex ministro della Giustizia Andrea Orlando, in programma il 2 marzo. La denuncia è stata fatta dallo stesso sindacato studentesco sui social.
Il rettore Federico Delfino, a margine di un evento, chiarisce: “I nostri regolamenti ci invitano a tenere un atteggiamento neutro. Quindi ho chiesto agli studenti di Sinistra Universitaria, che avevano fatto richiesta per organizzare un dibattito monotematico sul No alla presenza di un esponente politico, di organizzare lo stesso dibattito con gli stessi relatori, ma dando voce anche alle ragioni del Sì, in modo tale da mantenere questa neutralità che contribuisce a informare la popolazione, ma che consente di non strumentalizzare il luogo dell’università a fini politici”.
Delfino aggiunge: “L’Università di Genova ha svolto due eventi in tema di referendum, fatti con l’Ordine dei Giornalisti e ospitati all’interno della sua aula magna del Palazzo di Ateneo, quindi nel posto più simbolico della nostra università. Devo dire sono stati eventi di grande impatto che hanno contribuito a informare la popolazione. Il primo è stato svolto in collaborazione con l’Associazione Nazionale dei Magistrati, il secondo con l’Ordine degli Avvocati, in particolare la sezione degli avvocati penalisti. Quindi abbiamo contribuito al dibattito”.
Gli esponenti di Sinistra Universitaria però non ci stanno, anzi sostengono che l’evento dell’Ordine dei Giornalisti era dedicato solo alle motivazioni del sì: “E poi dov’era il contraddittorio quando un’assessora della Lega interveniva a un’iniziativa con il patrocinio dell’Università?”.
Il caso è diventato anche politico con i deputati del Pd Valentina Ghio e Alberto Pandolfo che hanno presentato un’interrogazione alla ministra dell’Università Anna Maria Bernini: “Negare un’aula universitaria a un’associazione studentesca per un’iniziativa di approfondimento sul referendum costituzionale è una scelta preoccupante. L’Università è il luogo del confronto, non del silenzio imposto. Se davvero, come riportato, è stato impedito a Sinistra universitaria Genova di organizzare un dibattito con docenti, magistrati ed esponenti della vita pubblica come l’ex ministro Andrea Orlando, siamo di fronte a un atto che rischia di comprimere la libertà di discussione dentro l’ateneo”.
Anche il Comitato Società civile per il no al referendum costituzionale composto da Cgil Genova, Anpi, Arci, Udu, Tavolo no Autonomia Differenziata, Auser, Libera, Rete studenti medi, Udi, Giuristi democratici, Legambiente Liguria, Acli Liguria, Coordinamento Democrazia Costituzionale, Associazione Libertà e Giustizia, Comitato per lo Stato di diritto Genova esprime solidarietà all’Unione degli studenti universitari e “incita l’Università di Genova a tornare sui propri passi concedendo i locali per lo svolgimento dell’evento”.
Sulla vicenda interviene anche Stefano Balleari, presidente del Consiglio regionale in quota Fratelli d’Italia: “L’Università è, per sua natura, luogo di confronto e di pluralismo. Proprio per questo il confronto deve essere autentico, fondato sul contraddittorio e sulla pari dignità delle posizioni. Quando viene meno questo principio, si rischia di trasformare un momento di approfondimento in un’iniziativa unilaterale. Il richiamo all’equilibrio non è censura, ma garanzia di imparzialità. Le scuole e le università non devono diventare terreno di conquista politica. I giovani non vanno indirizzati o indottrinati, ma messi nelle condizioni di formarsi un’opinione libera e consapevole. Questo significa garantire spazi di discussione realmente bipartisan“.
Proprio Balleari era finito al centro delle polemiche per aver lasciato platealmente il Teatro Carlo Felice in occasione di un evento del Movimento Agende Rosse in cui il procuratore di Napoli Nicola Gratteri aveva parlato di referendum. “L’autonomia degli atenei è un valore costituzionale e merita rispetto. Difendere l’equilibrio e la parità di trattamento non significa comprimere il pluralismo, ma preservarlo. Lo affermo con la stessa coerenza con cui, nelle scorse settimane, ho ritenuto di lasciare un evento rivolto a migliaia di studenti quando è venuto meno il contraddittorio. Le istituzioni hanno il dovere di tutelare spazi neutrali e di garantire che il confronto resti tale. La politica svolga il proprio ruolo nei luoghi propri. L’Università deve restare casa del sapere, non arena di propaganda”, dichiara Balleari.