Assi di forza, partono i lavori in via Cantore: entro giugno i nuovi filobus in centro (e non solo)
- Postato il 14 gennaio 2026
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- Di Genova24
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Genova. Il Comune di Genova tira dritto sugli assi di forza e conferma l’obiettivo fissato insieme al ministero delle Infrastrutture per non perdere i finanziamenti, quasi 500 milioni di euro coperti in gran parte dal Pnrr: avere 25 chilometri di tracciato funzionante entro il 30 giugno 2026.
Viene confermata perciò al 15 gennaio la partenza del cantiere in via Cantore, dove residenti e commercianti sono già insorti contro il progetto che prevede la realizzazione di una corsia riservata a centro strada. L’obiettivo è garantire velocità ed efficienza ai filobus in servizio sull’asse Centro, sullo stesso modello applicato in corso Europa, ma ci saranno due effetti collaterali: una corsia in meno per il traffico privato e fermate spostate su banchine a isola, lontane da negozi e porticati.
In questa prima fase, però, i lavori non riguarderanno la parte dell’arteria a vocazione commerciale: “Entro giugno verrà completato solo il primo tratto, quello tra l’inizio di via Cantore e la rampa della Sopraelevata – spiega l’assessore alle Infrastrutture Massimo Ferrante -. Il resto si farà dopo, una volta che sarà accertato il rispetto del target che ci permetterà di ricevere ulteriori finanziamenti”. Nel frattempo il cantiere in via Buranello, previsto fino a febbraio, procede con qualche ritardo dovuto alla pioggia.
I malumori erano emersi già a novembre, durante l’affollata assemblea pubblica convocata da Comune e Municipio al centro civico Buranello di Sampierdarena. In quella sede diversi cittadini avevano chiesto di percorrere l’opzione zero, cioè cancellare via Cantore dal progetto dei quattro assi. “Abbiamo chiesto un approfondimento agli uffici – riferisce Ferrante – ma se si chiama asse di forza vuol dire che deve forzare. Il mezzo pubblico funzionerà se smetteremo di privilegiare il mezzo privato. Non è colpa nostra se chi ci ha preceduto non lo ha comunicato. Ora ci sono obiettivi da rispettare e tempi molto stretti”.
L’imperativo, come detto, è realizzare 25 chilometri di linee (anche parziali) entro il 30 giugno. Che significa non solo lavori completati (cavidotti sotterranei, cavi aerei e sistemazioni stradali) ma anche veicoli in servizio. “L’obiettivo è mettere in funzione l’asse Campi-Centro e anche la Valbisagno, almeno in parte – chiarisce l’assessore -. Se non ci riusciremo, anche un tratto dell’asse Levante potrà funzionare. I lavori stanno andando avanti a San Martino. I 25 chilometri non devono essere per forza continuativi, l’importante è che ci siano mezzi in esercizio e non solo infrastrutture”.
Se il target non verrà rispettato, il rischio è che Tursi debba pagare tutto di tasca propria. A cominciare dai 39 filobus Solaris arrivati nel 2024 e da allora accantonati nella rimessa di Campi in attesa degli adeguamenti per poterli mettere in servizio. A questi dovrebbero aggiungersi poi altri 73 esemplari dello stesso tipo e 27 bus elettrici flash charging prodotti da Hesse e destinati all’asse della Valbisagno, dove l’amministrazione precedente aveva scelto di sperimentare una tecnologia senza bifilare.
È sempre più vicino al tramonto, invece, il progetto dell’asse di forza in corso Sardegna per raccogliere l’utenza delle linee collinari di Marassi e Quezzi. “Noi rispettiamo i nostri impegni fino all’ultimo”, sottolinea Ferrante, che ai comitati di quartiere aveva promesso l’impegno a cancellare la rivoluzione dei bus e il capolinea di piazza Galileo Ferraris. Per l’asse Centro servirà quindi una variante di tracciato che al momento rimane top secret: “Ne stiamo discutendo col Mit, prima dobbiamo portarla a termine e poi – conclude l’assessore – la comunicheremo”.