Askatasuna: preoccupazione per corteo nazionale del 31 gennaio, il prefetto di Torino chiede di isolare i violenti
- Postato il 27 gennaio 2026
- Cronaca
- Di Quotidiano Piemontese
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TORINO – Si avvicina il giorno della manifestazione nazionale per Askatasuna prevista sabato 31 gennaio alle 14:30 a Palazzo Nuovo, Porta Susa e Porta Nuova a Torino.
Una iniziativa che con lo slogan “Askatasuna vuol dire libertà! Torino è partigiana. Contro il governo, la guerra e l’attacco agli spazi sociali” chiama alla mobilitazione tutta Italia e che si snoderà nel centro del capoluogo. Un corteo che si preannuncia molto partecipato.
A questo proposito, il prefetto di Torino, Donato Cafagna, ha lanciato un appello agli organizzatori e ai partecipanti del corteo nazionale contro lo sgombero del centro sociale: isolare eventuali frange violente e garantire il carattere pacifico della manifestazione. L’invito del prefetto, come riporta Rai News, arriva al termine della riunione del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, convocata in vista della manifestazione.
Nel corso dell’incontro sono stati esaminati i profili di rischio legati all’iniziativa, anche alla luce dei precedenti cortei e dei contenuti emersi durante l’assemblea nazionale preparatoria del 17 gennaio al Campus Einaudi, oltre a documenti e messaggi diffusi sui social che farebbero riferimento alla partecipazione di attivisti provenienti da altre città.
Riguardo alla manifestazione, anche il Partito Liberaldemocratico di Torino esprime fortissima preoccupazione e il timore che la manifestazione possa tramutarsi in guerriglia urbana.
Di seguito una nota che riportiamo integralmente:
Il Partito Liberaldemocratico di Torino e il segretario provinciale Francesco Aglieri Rinella esprimono fortissima preoccupazione per il clima che si è creato in una città che attende tre cortei in un solo giorno, e una probabile guerriglia urbana.
«Le dichiarazioni pubbliche degli esponenti di Askatasuna e di numerose altre realtà dell’area antagonista, che parlano apertamente di “prendersi la città” e di paralizzarla, configurano un allarme per l’ordine pubblico che non può più essere passato sotto silenzio», ha detto il segretario.
«Ci siamo lasciati per fortuna alle spalle il tentativo di un “patto” con soggetti che non hanno né la legittimità né l’affidabilità necessaria a gestire progetti per la collettività. Ora l’allerta deve essere massima. Non siamo di fronte a degli interlocutori sociali, ma a dei delinquenti che vanno trattati da delinquenti».
«Le forze dell’ordine», ha aggiunto Aglieri Rinella, «devono essere messe nelle condizioni di intervenire con prontezza e determinazione per prevenire e gestire ogni criticità legata alla sicurezza. Ci aspettiamo che il sindaco e l’amministrazione cittadina facciano tutto ciò che rientra nel loro perimetro di responsabilità per impedire che Torino diventi una città ostaggio. Perché “Torino è mia”, “Torino è nostra”, Torino è libera. Libera da Askatasuna».
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