Arturo Vermi, il minimalismo come esperienza metafisica: in Spagna al Museo del Grabado di Marbella

  • Postato il 29 gennaio 2026
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  • Di Paese Italia Press
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Dal 5 febbraio al 5 maggio 2026
Il Museo dell’Incisione Spagnola Contemporanea di Marbella inaugura la stagione espositiva 2026 con La perseveranza del minimo: Arturo Vermi, prima mostra in Spagna dedicata a uno dei protagonisti più originali e precoci del minimalismo europeo. L’inaugurazione è in programma giovedì 5 febbraio alle ore 19.00.
Curata da Simona Bartolena, la mostra presenta un’accurata selezione di dipinti e sculture di Arturo Vermi (Bergamo, 26 marzo 1928 – Paderno d’Adda, 10 ottobre 1988), affiancata da opere della collezione del Museo dell’Incisione di artisti spagnoli quali José Guerrero, Joan Hernández Pijuán ed Elena del Rivero, oltre all’artista sudcoreano Hyong Keun-yun.

Un dialogo che evidenzia affinità e differenze all’interno di una ricerca condivisa sulla riduzione formale e sul valore simbolico dello spazio.
Nei primi anni Sessanta, l’affermazione del minimalismo segnò una svolta decisiva nel linguaggio dell’arte contemporanea, privilegiando la sottrazione, la neutralità emotiva e l’essenzialità della forma. Nei contesti anglofoni emersero esperienze legate all’uso di materiali industriali e a una rigorosa oggettività, come quelle di Donald Judd e Dan Flavin, mentre altri artisti – tra cui Bruce Nauman, Brice Marden e Agnes Martin – svilupparono una tensione più sottile tra razionalismo e dimensione mistica, spesso in dialogo con il pensiero orientale.

In Europa, il minimalismo assunse una fisionomia diversa, più meditativa e spirituale, intrecciandosi con riflessioni filosofiche e metafisiche e avvicinandosi alle sensibilità del Giappone e della Corea del Sud. È in questo orizzonte che si colloca l’opera di Arturo Vermi, anticipatrice rispetto a molte di queste istanze e capace di porsi come ponte tra rigore formale e tensione interiore.

Il minimalismo di Vermi non è mai una semplice riduzione del visibile. Ogni linea, ogni superficie, ogni intervallo di vuoto è caricato di valore simbolico e poetico. La ripetizione, la geometria e il silenzio visivo diventano strumenti di conoscenza. Il vuoto, in particolare, non è assenza ma spazio di possibilità, elemento attivo che amplifica il senso delle forme e rimanda a una dimensione contemplativa vicina al pensiero zen.
All’inaugurazione sarà presente la curatrice Simona Bartolena, che nel 2025 ha già collaborato con il Museo dell’Incisione per la mostra di grande successo Da Cézanne a Picasso, da Kandinsky a Miró.
La mostra è visitabile nelle sale 8 e 9 del Museo dell’Incisione Spagnola Contemporanea, ospitato nell’Ospedale Bazán, nel centro storico di Marbella, fino al 5 maggio 2026, secondo i consueti orari di apertura:
dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 14.00;
sabato e domenica dalle 11.00 alle 14.00;
mercoledì, giovedì e venerdì anche nel pomeriggio dalle 17.00 alle 20.00.

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