Artico, Crosetto: “La Russia sposterà lì le sue risorse militari. I 15 soldati mandati dall’Ue in Groenlandia? Una barzelletta”

  • Postato il 16 gennaio 2026
  • Politica
  • Di Il Fatto Quotidiano
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“Il cambiamento climatico creerà nell’Artico vie di comunicazione nuove, che incideranno probabilmente nel 40-50% dei passaggi a Suez. L’Italia deve mantenere necessariamente un presidio, deve governare anche questa futura rotta, deve mantenere una presenza economica, commerciale, di ricerca anche militare, in una parte del mondo che diventerà sempre più strategica“. Alla Conferenza di presentazione della “Strategia della Politica Artica Italiana” a villa Madama, a Roma, il ministro della Difesa Guido Crosetto spiega che l’orizzonte dell’Italia si è allargato ben oltre i confini che è abituata a considerare.

“Da tempo la Difesa si interessa dell’Artico, con la Marina, l’Aeronautica, l’Esercito. L’esercito, le esercitazioni non sono iniziate adesso”, – premette il ministro, che si dice scettico sugli invii di soldati in Groenlandia annunciati da diversi paesi Ue – Francia in primis – per contrastare gli appetiti di Washington. A proposito dei “15 soldati mandati in Groenlandia. Mi chiedo a fare cosa? Una gita? 15 italiani, 15 francesi, 15 tedeschi: mi sembra l’inizio di una barzelletta. Io sono per allargare, non frazionare in nazioni un mondo già troppo frazionato. Penso sia nostro interesse tenere insieme il mondo occidentale, pensando sempre in ottica Nato, in ottica Onu”.

“Non si muovono i ministeri ma il paese e la nostra forza è nella sinergia tra le amministrazioni – ha aggiunto – . Siamo disponibili a impegnarci come Difesa. In quella zona che é la terra di nessuno occorre che ci sia qualcuno che in qualche modo costruisce delle regole”, prosegue Crosetto, sorvolando sul fatto che almeno in Groenlandia le regole ci sono: l’isola è un territorio autonomo che appartiene alla Danimarca, paese fondatore dell’Alleanza atlantica che sul tema ha un accordo di difesa con gli Stati Uniti dal 1951. Ma ora, è il cuore del discorso del ministro, sui ghiacci dell’Artico si allunga l’ombra di Mosca: “Il paese che più confina con questo nuovo pezzo di mondo è la Russia e ha la più grande presenza sull’Artico. Probabilmente il giorno che finirà la guerra in Ucraina, gran parte delle risorse militari russe saranno spostate in questo settore”.

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Il Fatto Quotidiano

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