Argentina, Milei minaccia i ghiacciai: il presidente sostiene la riforma che vuole meno vincoli per le attività estrattive
- Postato il 13 febbraio 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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Nelle sessioni straordinarie del Congresso argentino, convocate dal presidente di destra Javier Milei a inizio febbraio e ora in corso, tra gli ordini del giorno c’è la riforma della Ley de Glaciares. In vigore dal 2010, la legge protegge i ghiacciai e gli ambienti periglaciali, considerandoli riserve strategiche di acqua dolce, e vieta qualsiasi attività nelle loro aree. Il governo ultraliberista ritiene che sia eccessivamente restrittiva e che scoraggi gli investimenti del settore delle miniere. La sua proposta, che dovrà essere discussa entro la fine del mese, mira a sostituire il meccanismo di protezione automatica finora garantito per queste aree fragili, inserendo vincoli più flessibili. Secondo chi contesta le modifiche, se approvato il disegno di legge assicurerebbe il quadro normativo per avviare progetti minerari ad oggi vietati.
L’Argentina è uno dei Paesi con la maggiore estensione di ghiacciai al mondo: quasi 17.000 corpi glaciali distribuiti lungo oltre 5.000 chilometri. Nell’ultimo decennio, nel Paese la superficie dei ghiacciai si è ridotta di circa il 17%. La tendenza fa parte di un processo globale di accelerazione della perdita di ghiaccio: secondo uno studio pubblicato su Nature nel 2025, tra il 2000 e il 2023 i ghiacciai del mondo hanno perso in media 273 miliardi di tonnellate di ghiaccio all’anno a causa dei cambiamenti climatici associati all’uso di combustibili fossili.
La Ley de Glaciares è uno dei pilastri della normativa argentina in materia di tutela delle risorse idriche. La legge definisce come ghiacciaio una “qualsiasi massa di ghiaccio perenne, stabile o a lento scorrimento, con o senza acqua al suo interno”. Include in modo esplicito anche l’ambiente periglaciale, riconoscendone la funzione essenziale di accumulo di acqua e rifornimento di fiumi e falde acquifere: si tratta di suoli che rimangono congelati in modo permanente oppure per lunghi periodi dell’anno, e terreni contenenti ghiaccio nel sottosuolo. Considerata un modello per la tutela dell’ambiente a livello internazionale, la Ley de Glaciares protegge i ghiacciai e l’ambiente periglaciale nella loro totalità: alla base c’è l’idea che anche le formazioni più piccole svolgono funzioni fondamentali come la conservazione di acqua, e contribuiscono al mantenimento degli ecosistemi circostanti. In tutte queste aree è vietato lo svolgimento di attività minerarie e industriali, ma anche l’esplorazione o lo sfruttamento di idrocarburi, e la realizzazione di infrastrutture che possano compromettere l’ecosistema o la qualità dell’acqua. Inoltre la legge istituisce l’Inventario Nacional de Glaciares che monitora i ghiacciai, aggiornando l’elenco ogni cinque anni.
La proposta avanzata dal governo ridefinisce le zone da salvaguardare, limitandole solo ai ghiacciai considerati “strategici” perché riforniscono direttamente bacini idrografici. Uno dei principali cambiamenti che l’esecutivo vuole introdurre è eliminare le restrizioni che vietano alcune attività negli ambienti periglaciali. Per chi si oppone al progetto, ciò metterebbe a rischio vaste aree, sottraendole ai meccanismi di protezione e favorendo attività estrattive. “Ridurre le tutele è una richiesta che le imprese del settore minerario ripetono dal momento in cui la legge è stata approvata. Hanno anche presentato ricorsi di incostituzionalità, poi respinti dalla Corte Suprema de Justicia”, spiega al fattoquotidiano.it Andrés Napoli, direttore della Fundación Ambiente y Recursos Naturales (FARN). Insieme a organizzazioni ambientaliste come Greenpeace, FARN ha sostenuto che le modifiche volute da Milei non genereranno “sviluppo sostenibile, ma vulnerabilità climatica e maggiori impatti sociali”.
Il disegno di legge è invece appoggiato dai governatori delle province di Catamarca, Jujuy, Salta, Mendoza e San Juan dove si trovano le principali riserve di litio e rame nel Paese. Uno dei punti critici riguarda il trasferimento del potere di decidere autonomamente quali ghiacciai preservare. Se la Ley de Glaciares stabilisce criteri uniformi a livello nazionale, con la nuova normativa la decisione passerebbe alle province. “La riforma proposta dal governo tende chiaramente ad abbassare i livelli di difesa dei ghiacciai. Lo fa attraverso un sistema che noi abbiamo definito incostituzionale. Oggi è lo Stato a stabilire il livello minimo di protezione e le province possono solo rafforzarlo”, prosegue Napoli. “Cambiare questo meccanismo comporterà senza dubbio una significativa riduzione della tutela dell’ambiente”.
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