“Apologia del fascismo”, Avanguardia Torino verso il processo: chiesto il rinvio a giudizio per 17 militanti
- Postato il 8 gennaio 2026
- Giustizia
- Di Il Fatto Quotidiano
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La procura di Torino ha chiesto il rinvio a giudizio per 17 persone ritenute appartenenti al gruppo di estrema destra Avanguardia Torino. Le accuse contestate vanno dall’istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa all’apologia del fascismo, in base alla legge Scelba. Il procedimento riguarda le attività che si svolgevano all’interno del circolo Edoras, nel capoluogo piemontese, già posto sotto sequestro lo scorso 7 luglio. L’udienza preliminare è in programma alla fine di gennaio.
Uno dei capi di imputazione fa riferimento a una serata musicale aperta al pubblico, organizzata il 30 novembre 2024, durante la quale – secondo i pubblici ministeri – sarebbero stati “esaltati principi, metodi e fatti del fascismo” e le sue “finalità antidemocratiche”. In generale, l’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Torino, condotta insieme ai carabinieri del Ros, descrive il circolo come un punto di ritrovo trasformato in luogo di propaganda ideologica.
Il sequestro di Edoras era scattato dopo l’ultima iniziativa pubblica del gruppo, il 30 giugno, dedicata alla presentazione di un libro su Filippo Corridoni, definito l’“arcangelo sindacalista”, morto sul Carso nel 1915, interventista e collaboratore del Popolo d’Italia, il quotidiano fondato da Benito Mussolini. Secondo gli inquirenti, gli eventi culturali e musicali si alternavano a saluti romani, canti nostalgici e slogan suprematisti.
Pur non essendo contestati episodi di violenza, l’indagine parla anche di un corso di addestramento all’autodifesa per i militanti e di contatti con movimenti analoghi di Francia, Serbia e Ungheria, con visite reciproche. Il nome stesso del gruppo è finito sotto la lente degli investigatori: inizialmente chiamato “La Barriera”, poi divenuto Avanguardia Torino, con un richiamo all’Avanguardia Nazionale del neofascista Stefano Delle Chiaie, sciolta nel 1976, anche se – viene precisato – non sono emersi legami diretti tra le due realtà.
Negli ultimi anni Avanguardia Torino si è resa visibile in diverse iniziative pubbliche: cortei contro il degrado delle periferie, striscioni contro Ilaria Salis, proteste contro il corso di queer studies all’Università di Torino. Gli attivisti respingono le accuse e parlano di un’azione repressiva nei loro confronti. «Siamo un movimento giovane che ha sempre agito alla luce del sole – sostengono – il sequestro della nostra sede è l’ennesima dimostrazione del trattamento riservato ai patrioti che denunciano l’immigrazione di massa e il pensiero unico progressista».
Ora sarà il giudice dell’udienza preliminare a decidere se mandare a processo i 17 indagati, chiudendo una fase dell’inchiesta e aprendo quella del dibattimento.
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