AO, Rybakina non fa sconti a nessuno: batte Pegula e lancia il guanto di sfida a Sabalenka

  • Postato il 29 gennaio 2026
  • Di Virgilio.it
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Alla fine, gira che ti rigira, si riparte sempre da loro due: Aryna Sabalenka ed Elena Rybakina si ritroveranno l’una di fronte all’altra nell’atto conclusivo degli Australian Open, e non c’è nemmeno troppo da sorprendersi pensando che erano state sempre loro a chiudere le ostilità a Riyadh, nel giorno in cui (un po’ a sorpresa, ma neanche troppo) la kazaka s’era preso uno scalpo eccellente superando la numero uno del mondo nell’ultimo atto della stagione, cioè nella finale delle WTA Finals. Insomma, anno nuovo, vita (relativamente) vecchia.

La nuova rivalità al femminile: Elena ormai è l’anti Aryna

Ritrovarsi nuovamente l’una di fronte all’altra a Melbourne certifica quella che è ormai diventata una certezza: anche se Rybakina da questa mattina è tornata al best ranking alla numero 3 (e ci resterà anche in caso di sconfitta in finale), in questa fase storica è certamente lei l’anti Sabalenka. Più di Swiatek e delle americane, con Jessica Pegula rispedita indietro con perdite in una semifinale che nel secondo set s’è fatta complicata, vinta dalla giocatrice kazaka col punteggio di 6-3 7-6.

Che conferma di attraversare forse il momento migliore della carriera: ha vinto 20 delle ultime 21 partite disputate, conquistando il titolo a Ningbo e poi alle WTA Finals (si era ritirata in semifinale a Tokyo prima ancora di scendere in campo contro Noskova), di fatto cedendo soltanto a Muchova nel quarto di finale di Brisbane a inizio gennaio e lasciando per strada appena quattro set nelle 21 partite citate (a Melbourne non ne ha lasciato indietro nessuno).

La rivincita, tre anni dopo: Melbourne si prepara alla battaglia

Tre anni fa, alla prima finale in terra australiana, Rybakina si illuse al termine del primo set di poter avere la meglio sulla “tigre” bielorussa. Restò però un sogno inespresso: la rimonta subita negò alla kazaka il secondo titolo slam in carriera dopo la conquista (a sorpresa) di Wimbledon dell’anno precedente, ma da allora la sensazione è che molte cose siano cambiate.

Anche se la rivalità con Sabalenka potrebbe essere entrata soltanto in una “nuova” fase: dopo la finale di Riyadh la numero 1 del mondo commentò stizzita la sconfitta, prendendo a prestito un detto russo (“Una volta all’anno anche un bastone spara”), come a dire che quella sconfitta fosse in realtà soltanto un episodio nel bel mezzo di una stagione dove aveva sempre vinto lei (in realtà Rybakina la batté anche nei quarti di Cincinnati).

La kazaka rispose poche settimane dopo dicendo che quella ormai era acqua passata e che non c’era nulla di personale tra le due, anzi elogiando Aryna per i risultati ottenuti e congratulandosi pure col suo staff. Ma è chiaro che dietro a certe parole c’è sempre qualcosa di più, e lo scontro (sul campo, s’intende) è destinato ad animare un sabato che si preannuncia piuttosto “caldo”.

Pegula s’è svegliata tardi, ma è uscita a testa alta

Contro Jessica Pegula il pronostico pendeva dalla parte di Rybakina, che nel primo set s’è messa avanti di buona lena per cercare di far pendere la partita subito dalla sua parte. Dopo un’iniziale fase di equilibrio, Elena ha preso il sopravvento e ha chiuso sul 6-3, trovando un altro break pesante in apertura di secondo parziale, col quale ha costretto la statunitense a starle addosso con tutte le proprie forze.

Sul 5-3 Rybakina è andata a un passo dal chiudere i conti, senza però riuscire a convertire ben tre palle match, tutte annullate con grande capacità di resilienza da parte di Pegula. Che non contenta nel decimo gioco ha strappato la battuta alla rivale, di fatto capovolgendo l’inerzia anche psicologica di un match che Rybakina ha temuto di farsi sfuggire di mano sul più bello.

Un altro break nell’undicesimo gioco era sembrato rimettere le cose a posto, ma ancora una volta al momento di chiudere la kazaka s’è bloccata, subendo un altro break e vedendosi costretta a giocare il primo tiebreak del suo torneo. Con Pegula che ha ottenuto subito un minibreak, salvo poi girare sotto 4-2. Tre punti consecutivi hanno però nuovamente messo in difficoltà Rybakina, che s’è trovata a dover annullare anche due palle set (una sul servizio dell’americana) prima di chiudere sul 9-7 e poter liberare tutta la sua gioia.

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