Antonio Vergara forse si diverte meno, ma sicuramente gioca di più
- Postato il 2 febbraio 2026
- Di Il Foglio
- 1 Visualizzazioni
Antonio Vergara forse si diverte meno, ma sicuramente gioca di più
Diceva Xavi che lui ai giocatori non guarda la carta d'identità e che "un bravo calciatore se è bravo può giocare con la prima squadra, anzi deve giocare, già a quindici o sedici anni", perché, spiegava l'allenatore del Barcellona, "quelli forti sul serio li si vede subito e prima iniziano a giocare sul serio, meglio è".
Xavi è stato uno dei calciatori più forti degli anni Duemila ed è diventato un buon allenatore (ha vinto una Liga e una Supercoppa spagnola, non da tutti), di pallone è indubbio che ne capisca. Ha fatto debuttare Lamine Yamal a quindici anni e lo ha fatto diventare titolare che ne aveva sedici. Con Lamine Yamal ha avuto ragione, il suo talento d'altra parte era evidente e luccicante, dilatare i tempi con lui sarebbe stato sconveniente. Anche perché Lamine Yamal era uno che già ragionava da "lavoratore professionista" del pallone già a quattordici anni raccontò a Marca il commissario tecnico della Spagna Under 16, David Gordo, colui che lo lanciò, sotto età nelle Nazionali giovanili.
Il calcio d'altra parte è spensieratezza e divertimento quasi soltanto quando non ci sono punti e qualificazioni in palio, tutto ciò che si dice sulla felicità del gioco è quasi sempre solo un esercizio di retorica buono per non ricordarci che il calcio è uno sport nel quale undici lavoratori stipendiati giocano contro altri undici lavoratori stipendiati per giustificare il fatto che vengono stipendiati lautamente.
Per giocare ad alto livello serve avere piedi e corsa e capire questo, accettarlo e comportarsi di conseguenza, a costo di divertirsi di meno.
Antonio Vergara era uno che per piedi e corsa era buono per la Serie A già a diciassette anni. Emmanuel Cascione, il suo allenatore nella Primavera del Napoli, disse di lui: "È un calciatore di ottimo talento, tra i migliori che siano passati in questi anni nel settore giovanile del Napoli. Deve solo limare qualche difetto di personalità e qualche eccesso di talento". Cascione disse che poteva essere questione di pochi mesi. Fu una questione di diversi anni. Il tempo di disputare una stagione in Serie C alla Pro Vercelli e di passare un anno più in infermeria che in campo in Serie B con la Reggiana.
Fu nell'estate del 2024 che Antonio Vergara capì che se quanto detto da Emmanuel Cascione sembrava errato, la colpa non era del suo ex allenatore o di un sistema calcio che non premia il talento, ma era anche suo. E il problema si legava a ciò che per anni aveva considerato il suo punto di forza, la spensieratezza. Per anni era andato in giro dicendo che il calcio "non lo prendo mai come un lavoro, ma sempre come una passione, un divertimento. È questo che mi spinge a fare meglio, il fatto di considerare ciò che faccio come un divertimento, non come un lavoro".
Fu quando William Viali iniziò a fargli capire che il calcio era un lavoro e un lavoro serissimo che Antonio Vergara ha iniziato a diventare un giocatore davvero buono per la Serie A. Se ne è accorto Antonio Conte in estate quando, indeciso se mandarlo ancora a fare esperienza altrove o farlo diventare grande allo stadio Diego Armando Maradona, ha capito che su di lui poteva contarci e contarci eccome.
Per mesi Antonio Vergara è rimasto in panchina a guardare gli altri giocare consapevole che per giocare doveva attendere. Gli infortuni altrui gli hanno dato una mano, lui si è dato una mano, ha giocato come sa fare ora: da lavoratore stipendiato, a servizio di un allenatore, in compartecipazione con i colleghi, non più da solo e per divertimento. In una settimana si è regalato un gol in Champions League e uno in campionato, ha concesso ai tifosi del Napoli un po' di gioia e la consapevolezza che il giocatore si farà, che finalmente c'è uno scugnizzo in maglia azzurra.
Anche quest'anno c'è Olive, la rubrica di Giovanni Battistuzzi sui (non per forza) protagonisti della Serie A. Piccoli ritratti, non denocciolati, da leggere all'aperitivo. Qui potete leggere tutti gli altri ritratti.
Continua a leggere...