Antonello Montante concorda la pena in appello ed evita il carcere

  • Postato il 18 marzo 2026
  • Giustizia
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Grazie al concordato, un patteggiamento in appello a 5 anni e 10 mesi, eviterà il carcere Antonello Montante, l’ex leader di Confindustria Sicilia finito sotto processo con l’accusa di corruzione.
Condannato a 14 anni in abbreviato, i giudici gli hanno poi inflitto 8 anni in appello. La Cassazione ha disposto, però, un rinvio ad altra sezione per il ricalcolo della pena, non avendo ritenuto sussistenti le accuse di associazione a delinquere, rivelazione del segreto di ufficio e accesso abusivo al sistema informatico contestati, insieme alla corruzione, negli altri gradi di giudizio.

Il verdetto è stato messo in esecuzione dalla Procura generale di Caltanissetta a settembre e l’imprenditore si è presentato nel carcere Bollate di Milano per scontare la pena. In fase di nuovo appello per il ricalcolo imposto dalla Cassazione, che nel frattempo ne aveva disposto la scarcerazione in attesa del nuovo processo, i legali hanno proposto il concordato. Avendo l’imprenditore già scontato un periodo di detenzione in custodia cautelare la pena finale per Montante scende sotto i 4 anni, limite fissato per l’eventuale accesso a misure alternative al carcere.

Montante era finito indagato in un’inchiesta per mafia nel 2015, quando era al vertice del suo potere. Rispettato leader degli industriali siciliani, considerato simbolo della ribellione degli imprenditori contro il racket dei clan, era stato appena designato come componente del cda dell’Agenzia per i beni confiscati alle mafie. Tre anni dopo era finito agli arresti con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione. Dopo aver scelto l’abbreviato, in primo grado Montante era stato condannato a 14 anni di carcere, ridotti a 8 in appello, quando era caduta l’accusa di violenza privata. Secondo l’accusa, avrebbe compiuto una attività di dossieraggio per colpire gli avversari, creando una rete di potere che puntava a condizionare la politica regionale.

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Il Fatto Quotidiano

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