Antisemitismo, prove di unità nel Pd

  • Postato il 23 gennaio 2026
  • Politica
  • Di Agi.it
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Antisemitismo, prove di unità nel Pd

AGI - Un passo avanti, quello dell'assemblea dei senatori Pd sull'antisemitismo. Su questo, maggioranza e minoranza interne al partito sono concordi, sebbene per i riformisti si tratti di un "primo passo timido". Al termine di confronto serrato sui disegni di legge contro l'antisemitismo, andato avanti per quasi quattro ore, l'assemblea dei senatori del Partito Democratico riesce a dare un segno di unità verso l'esterno.

Il presidente dei senatori dem, Francesco Boccia, annuncia la nascita di un comitato ristretto del partito per elaborare gli emendamenti al testo base che arriverà martedì 27 gennaio. Vi farà parte, per ora, Graziano Delrio, il cui testo era stato disconosciuto dal partito, e gli esponenti dem in Commissione Affari Costituzionali. "Il messaggio che arriva è che tutto il Partito Democratico è fortemente impegnato contro l'antisemitismo", spiega un esponente del Pd.

Recepito il ddl Delrio per i monitoraggi nelle scuole

Assieme a questo, c'è stato il recepimento nel testo nato dalla regia di Andrea Giorgis, di una parte del ddl Delrio, quella sulla scuola. Una scelta, viene riferito da chi partecipava all'assemblea, nata su iniziativa di Simona Malpezzi, che ha chiesto e ottenuto che fosse acquisito il punto sui monitoraggi nelle scuole contenuto nel Delrio. Un confronto "serio", viene ribadito, al termine del quale, però, le "posizioni sono rimaste cristallizzate". Da una parte lo zoccolo duro riformista, sugli scudi per aver visto il ddl Delrio disconosciuto dal resto del partito. Dall'altra la maggioranza dem che ha respinto il Delrio spiegando che quel testo prestava il fianco al rischio "bavaglio", ovvero rischiava di mettere a tacere qualsiasi voce critica nei confronti del governo di Israele. Alla fine, mancano dal testo del Pd le firme di cinque senatori dell'area riformista: Graziano Delrio, Filippo Sensi, Simona Malpezzi, Walter Verini e Sandra Zampa.

Le posizioni dei riformisti e la definizione di antisemitismo

Hanno firmato il testo del Pd esponenti riformisti come Alfredo Bazoli e Alessandro Alfieri, anche se una fonte della minoranza riformista osserva che si tratta di "un atto dovuto", visto che i senatori in questione sono un vice capogruppo, nel caso di Bazoli, e un membro della segreteria nazionale dem. A sentire un esponente riformista, i critici del testo presentato da Giorgis si concentrano sull'assenza di una definizione precisa di antisemitismo. Lo stesso Delrio, viene riferito, è intervenuto durante la riunione per spiegare che la sua proposta si basava sulla definizione dell'International Holocaust Remembrance Alliance (Irha), mentre nel testo presentato oggi si fa "un riferimento generico all'hate speech, alla discriminazione razziale, ai diritti". Insomma, "un testo che va bene per altre commissioni, per altri temi", sintetizza una senatrice dem.

Il futuro dei disegni di legge e la ricerca di unità

Date le posizioni di partenza, la strada verso una posizione unitaria è sembrata subito in salita. E il confronto "franco" di questa mattina lo dimostra. Ad esempio quando un senatore di maggioranza ha definito il testo di Delrio un "patrimonio di tutto il partito" sentendosi rispondere da una senatrice riformista che "se così è perché non adottarlo?". I vertici del gruppo hanno cercato di comporre le distanze, anche per "non fare un favore alla destra". Il senatore Filippo Sensi, esponente della minoranza riformista, ha proposto di lasciarsi alle spalle quello che è il passato, compreso il testo a prima firma Giorgis, per concentrarsi sugli emendamenti. Anche perché martedì, quando la Commissione Affari Costituzionali adotterà come testo base quello del capogruppo Lega, Massimiliano Romeo, sia il ddl Delrio che quello uscito dall'assemblea del gruppo Pd scompariranno. "Il disegno di legge che porta il mio nome non scompare, ma diventa una proposta emendativa al testo base sull'antisemitismo", spiega Graziano Delrio all'AGI.

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Agi.it

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